Veysel Yayan: la produzione turca di acciaio è sostenuta dall'export

mercoledì, 01 dicembre 2021 16:28:27 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Prendendo in considerazione la produzione di acciaio grezzo, la Turchia ha registrato una crescita di quasi il 15% nei primi tre trimestri, mentre la produzione a livello mondiale è aumentata del 5,9%. Di conseguenza, per l'intero anno, la crescita della produzione di acciaio grezzo in Turchia dovrebbe essere tre volte superiore alla crescita della produzione mondiale. Lo ha affermato Veysel Yayan, segretario generale dell'associazione dei produttori siderurgici turchi, durante la 16ª edizione di "New Horizons in Steel Markets". La conferenza organizzata da SteelOrbis ha riunito circa 900 partecipanti, di cui 300 tramite piattaforma online.
Nei primi dieci mesi, l'output di acciaio grezzo in Turchia si è attestato a 33,3 milioni di tonnellate, in aumento del 14,2% anno su anno, posizionandosi all'ottavo posto con una quota del 2,1% della produzione mondiale di acciaio. Yayan ha affermato che il divario nella produzione di acciaio tra Germania e Turchia si è ridotto a 200.000 tonnellate dalle precedenti 500.000-600.000 tonnellate. Questo gap potrebbe essere colmato nei prossimi due mesi, e la Turchia potrebbe addirittura superare la Germania nella produzione di acciaio quest'anno, come già successo nel 2020.

Nel 2020 i tassi di utilizzo della capacità produttiva sono scesi al 75,1% a livello globale, mentre sono aumentati dal 65% al 75% in Turchia. Secondo Yayan, i tassi di utilizzo a fine anno non supereranno il 75% a livello mondiale, cosicché la Turchia avrà colmato il divario con il resto del mondo. 

Il consumo di acciai finiti in Turchia è ammontato a 29,5 milioni di tonnellate nel 2020 e a 27,6 milioni di tonnellate nei primi dieci mesi di quest'anno, mentre si prevede che aumenterà di 5,5 milioni di tonnellate nei prossimi due mesi. Ricordando che la produzione di acciai lunghi e quella di acciai piani sono ammontate rispettivamente a 21,8 milioni e 12,4 milioni di tonnellate nei primi dieci mesi, Yayan ha affermato che l'output di piani dovrebbe raggiungere i 15 milioni di tonnellate entro fine anno. Le importazioni, che si attestano attualmente a circa 8 milioni di tonnellate, diminuiranno rapidamente a fronte degli investimenti che saranno realizzati nei prossimi due/tre anni. Le importazioni hanno rappresentato il 34% dei consumi, mentre la quota dei prodotti piani nello specifico ha raggiunto il 53% del totale. Yayan ha affermato che, con 16,6 milioni di tonnellate di esportazioni e 12,9 milioni di tonnellate di importazioni, il rapporto tra export e import di acciaio in Turchia è salito al 115% nei primi dieci mesi, mentre era al 110% nello stesso periodo del 2020. Secondo l'associazione dei produttori siderurgici turchi, l'export ha mostrato una buona performance negli ultimi due/tre mesi a fronte della pressione causata dalla contrazione della domanda interna. Inoltre, le esportazioni hanno supportato la crescita della produzione siderurgica del paese negli ultimi mesi. 

Il Pil della Turchia è cresciuto del 12,2% nei primi nove mesi i quest'anno, mentre il tasso di crescita per l'intero anno dovrebbe restare sopra il 10%. Sulla base di queste cifre, il settore delle costruzioni sta attraversando tempi difficili, con il consumo di tondo in calo del 40% a settembre e in aumento del 10% a ottobre. Yayan ha aggiunto che, attraverso la liquidazione delle attuali scorte, l'industria delle costruzioni dovrebbe mostrare una ripresa il prossimo anno. 

Riferendosi alle difficoltà affrontate dall'industria siderurgica quest'anno, Yayan ha sottolineato che i costi logistici sono aumentati in particolare a causa della crisi dei container e del rialzo dei prezzi del petrolio, e che i prezzi del gas naturale sono quadruplicati dopo il calo dell'utilizzo di carbone dettato dal Green Deal. Di conseguenza, sono cresciuti enormemente i prezzi dell'energia elettrica. Nel frattempo, in diversi paesi si sono intensificati i tentativi per limitare le esportazioni di rottame: a partire dal 2022, Russia e Ucraina aumenteranno il loro dazio sull'export a 100 €/t e 200 €/t rispettivamente. 


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