USA: aziende accusano i produttori di sabotare le loro richieste di esenzione dai dazi

martedì, 31 luglio 2018 11:09:10 (GMT+3)   |   San Diego
       

Secondo quanto riportato dal Chicago Tribune, le aziende statunitensi in cerca di esenzioni dai dazi della Section 232 stanno accusando i produttori siderurgici statunitensi di "boicottare" le loro richieste con informazioni inesatte e fuorvianti. 

Ad esempio, Robert Miller, presidente e CEO di NLMK USA, ha riferito al quotidiano che US Steel e Nucor hanno contestato le sue richieste al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (DOC) e ha definito le loro obiezioni delle "deliberate menzogne". NLMK importa ingenti volumi di lamiere dalla Russia, e ha già assorbito 80 milioni di dollari di dazi. Secondo quanto riferito, Steel Steel e Nucor hanno dichiarato al DOC che le lamiere in acciaio è sono un prodotto "prontamente disponibile" negli Stati Uniti.
"Dovrebbero vergognarsi di loro stessi", ha detto Miller, riferendosi ai due maggiori produttori di acciaio degli Stati Uniti.

Il DOC ha ricevuto oltre 20.000 domande di esenzione. Le società possono essere esonerate dai dazi se sono in grado di dimostrare che i produttori statunitensi non fabbricano in quantità sufficienti il tipo specifico di acciaio di cui hanno bisogno. Il DOC pubblica inoltre le richieste di esenzione online per consentire commenti di terze parti, anche se tali commenti provengono spesso da concorrenti che beneficerebbero della richiesta negata a un rivale. Inoltre, le obiezioni vengono spesso presentate in prossimità della chiusura del periodo in cui è possibile commentarle, circostanza che priva le aziende della possibilità di controbattere. 

Dal canto suo, US Steel ha dichiarato al quotidiano che le sue obiezioni si basano su "informazioni dettagliate sulle dimensioni e la chimica degli acciai inseriti nelle richieste".

Jay Zidell, presidente di Tube Forgings of America, con sede a Portland, in Oregon, ha dichiarato che US Steel ha contestato 38 delle sue 54 richieste di esenzione, dichiarando di essere "disponibile e pronto a soddisfare" la sua domanda di tubolari. Zidell, tuttavia, ha spiegato al Chicago Tribune che alcuni problemi riscontrati in passato in relazione alla qualità e alla lavorazione dei prodotti hanno portato alla rottura dei rapporti tra Tube Forgings e il produttore siderurgico ben prima dell'istituzione dei dazi. 

Altre aziende, infine, negano che l'offerta sia "prontamente disponibile" come affermano invece produttori di acciaio statunitensi. California Steel Industries ha dichiarato al Tribune che esiste una "significativa carenza di lamiera" sulla costa occidentale e che la richiesta di esenzione da parte dell'azienda è "fondamentale per la sua sopravvivenza".


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