Secondo quanto riportato dai media, la Commissione Europea ha portato avanti uno sviluppo significativo dell’accordo transatlantico con il terzo rinvio delle contromisure programmate verso gli Stati Uniti. Queste ultime avrebbero coinvolto beni statunitensi per un valore di 93 miliardi di euro. Inizialmente avrebbero dovuto entrare in vigore a partire dal 7 agosto, ma sono state rimandate per sei mesi alla luce dell’accordo politico raggiunto tra Unione Europea e Stati Uniti il 27 luglio.
Un portavoce della Commissione UE, Olof Gill, ha confermato quanto detto, sottolineando che sebbene l’accordo non sia legalmente vincolante, offre sollievo immediato agli esportatori dell’Unione. Questa mossa viene interpretata come una temporanea de-escalation di quello che avrebbe potuto diventare a tutti gli effetti un conflitto commerciale.
L’accordo stipulato il 27 luglio introduce un dazio del 15% sulla maggioranza dei beni europei esportati verso gli Stati Uniti, e garantisce un breve periodo di stabilità per gli esportatori europei dando tempo a entrambe le parti di formalizzare un accordo politico secondo le rispettive procedure legali interne.