Il 23 ottobre, al termine di una serie di discussioni, le autorità dell’Unione Europea hanno annunciato il 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia, volto a limitare le attività dei settori che sostengono l’aggressione militare di Mosca in Ucraina, tra cui energia, finanza, difesa e industria siderurgica. Il nuovo pacchetto prevede 69 nuove designazioni individuali e l’introduzione di misure restrittive in diversi comparti, incluso quello dell’acciaio.
In particolare, una delle principali società minerarie e siderurgiche russe, Evraz plc, è stata inserita nell’elenco consolidato di persone, gruppi e società soggetti alle sanzioni dell’Unione europea. Nel settore siderurgico, la società opera attraverso l’impianto integrato ZSMK, tra i maggiori produttori russi di billetta, bramme, tondo e rotaie, destinati principalmente al mercato interno e ai paesi asiatici.
Un altro asset chiave del gruppo è Evraz NTMK, attivo prevalentemente nel mercato domestico e nell’export di bramme dal Mar Nero, e più recentemente impegnato anche nelle vendite di ghisa basica (BPI). Entrambi gli stabilimenti utilizzano forni ad altoforno e producono anche ghisa basica di alta qualità. Inoltre, Evraz KGOK rappresenta uno degli asset minerari principali del gruppo, concentrandosi sull’estrazione di minerale di ferro ad alto tenore e sui prodotti agglomerati.
Sebbene la dichiarazione ufficiale di Evraz precisi che l’azienda «sta valutando le implicazioni di tale designazione e agirà in conformità con tutte le leggi e i regolamenti applicabili», gli operatori del mercato siderurgico stanno analizzando i possibili effetti della misura.
Nel bacino del Mar Nero, Evraz è attiva soprattutto nella vendita di bramme, in particolare verso la Turchia, e in misura minore nelle esportazioni di ghisa basica. Un trader ha commentato a SteelOrbis: «Non è certo che gli acquirenti turchi passeranno dal materiale di Tagil [NTMK] a quello di altri fornitori russi, anche perché finora non avevano incontrato particolari difficoltà di approvvigionamento. Tuttavia, i prezzi dovranno essere inferiori rispetto al materiale “pulito”, per compensare i rischi aggiuntivi legati alle sanzioni».
Nel mercato asiatico, Evraz è uno dei principali esportatori russi di bramme, con Taiwan come principale destinazione. Tuttavia, le vendite verso l’Asia risentono già della forte concorrenza cinese e le nuove sanzioni potrebbero esercitare ulteriori pressioni, spingendo parte dell’offerta russa verso mercati alternativi come Filippine, Thailandia, Taiwan e Indonesia.
Per quanto riguarda la BPI, il mercato europeo è di fatto chiuso agli esportatori russi dalla fine di marzo 2025, poiché quasi tutte le quote annuali di fornitura risultano esaurite o vietate nell’UE, indipendentemente dal produttore. Negli ultimi mesi sono emerse indiscrezioni su due spedizioni sospettate di contenere ghisa basica russa diretta in Europa, accompagnate da documenti di origine falsi. Attualmente, Evraz concentra le proprie esportazioni di ghisa principalmente verso l’Estremo Oriente e, in misura minore, verso la Turchia.
Evraz si aggiunge così alla lista delle società russe già sanzionate da Unione europea e Stati Uniti, che comprende anche Severstal, Metalloinvest e MMK.
Alcune società con produzione situata nella Russia meridionale sono state incluse nelle sanzioni attraverso i rispettivi vertici aziendali o azionisti principali.
Attualmente, tra i maggiori produttori siderurgici e di materie prime russe, NLMK, Industrial Metallurgical Holding (Tula) e Ural Steel non risultano soggetti a misure restrittive da parte dell’Occidente.