Unione Europea: l’Industrial Accelerator Act rischia di non centrare gli obiettivi senza regole più chiare e maggiore allineamento con l’industria

giovedì, 30 aprile 2026 12:04:45 (GMT+3)   |   Istanbul

Un confronto intersettoriale promosso dal Gruppo Datori di lavoro del Comitato economico e sociale europeo ha acceso i riflettori sulle criticità della proposta dell’Unione Europea relativa all’Industrial Accelerator Act (IAA). Secondo i rappresentanti dell’industria, senza modifiche sostanziali il provvedimento rischia di non centrare gli obiettivi prefissati.

Al dibattito hanno preso parte, tra gli altri, l’Associazione Europea dell’Acciaio (EUROFER), Cement Europe, l’Associazione europea dei costruttori di automobili e European Aluminium.

La mancanza di chiarezza genera incertezza

Una delle principali criticità riguarda l’assenza di definizioni chiare per concetti fondamentali come «materiali a basse emissioni di carbonio» e «Made in Europe». I rappresentanti dell’industria hanno avvertito che, senza definizioni armonizzate, le aziende si trovano ad affrontare incertezze sul fronte della conformità normativa e delle decisioni di investimento, in particolare nei settori ad alta intensità di capitale come acciaio e cemento.

Gli stakeholder hanno inoltre evidenziato il rischio di un eccessivo onere amministrativo, osservando che requisiti complessi in materia di rendicontazione, certificazione e conformità potrebbero trasformare l’IAA in un quadro burocratico, anziché in uno strumento pratico per stimolare la domanda. Ciò potrebbe ritardare le decisioni di investimento e rallentare il ritmo della decarbonizzazione industriale.

Messo in discussione l’approccio uniforme per tutti i settori

I partecipanti hanno criticato anche l’impostazione orizzontale dell’IAA, sostenendo che non rifletta le specificità dei singoli comparti. Le industrie differiscono in modo significativo per struttura dei costi, esposizione alla concorrenza globale e dipendenza dagli appalti pubblici, sollevando dubbi sull’efficacia di un approccio politico uniforme.

Un’altra importante debolezza individuata riguarda la scarsa attenzione alle questioni strutturali sottostanti, in particolare agli elevati costi energetici. I rappresentanti dell’industria hanno sottolineato che le sole misure sul lato della domanda non sono sufficienti a ripristinare la competitività, se non vengono affrontati i principali fattori di costo.

La concorrenza globale aumenta la pressione

L’approccio dell’Unione Europea è stato messo a confronto con strategie industriali più coordinate adottate in aree concorrenti, che combinano sussidi, requisiti di contenuto locale e semplificazione normativa. In confronto, il quadro europeo è stato descritto come frammentato e potenzialmente in grado di indebolire la competitività globale dell’UE.

Sono state sollevate preoccupazioni anche in merito alla governance, inclusa la complessità dell’attuazione, il limitato coordinamento tra gli Stati membri e il forte ricorso ad atti delegati. Tali fattori riducono la prevedibilità e generano ulteriore incertezza giuridica.

Rischio di un impatto concreto limitato

Nel complesso, gli stakeholder hanno avvertito che l’IAA potrebbe non riuscire a creare segnali di mercato chiari o a garantire domanda per i prodotti a basse emissioni di carbonio realizzati all’interno dell’Unione Europea. Senza un maggiore allineamento con le politiche energetiche e industriali, il quadro rischia di rimanere simbolico più che trasformativo.

I rappresentanti dell’industria hanno concluso che l’IAA necessita di adeguamenti significativi, tra cui definizioni più chiare, procedure semplificate e un approccio politico più integrato. Tali modifiche sono considerate essenziali per garantire che l’atto possa sostenere efficacemente sia la competitività industriale sia la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.


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