Il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC) ha lanciato l’allarme sulla profonda crisi che sta affrontando il settore siderurgico europeo. Con le importazioni in forte aumento, i dazi statunitensi che hanno chiuso importanti sbocchi all’export e la crescente sovraccapacità globale, l’EESC avverte che l’Europa rischia di perdere non solo la propria capacità produttiva nell’acciaio, ma anche autonomia strategica, transizione verde e sicurezza industriale.
L’entità della crisi
Dal 2018, la produzione siderurgica europea è precipitata di 31 milioni di tonnellate e ora le importazioni costituiscono il 27% del mercato interno. Una svolta è arrivata nel marzo 2025, quando gli Stati Uniti sono tornati ad applicare dazi al 50% sull’acciaio proveniente dall’Unione Europea, causando un taglio di 4,6 milioni di tonnellate all’anno alle esportazioni su un mercato fondamentale. Questa misura rischia di far convergere in Europa 27 milioni di tonnellate di acciaio da tutto il mondo. Si prevede che l’overcapacity globale raggiungerà i 721 milioni di tonnellate entro il 2027, il quintuplo della produzione europea annua.
Il piano d’azione dell’EESC
Il Comitato propone una strategia per salvare l’industria siderurgica europea attraverso un mix di misure commerciali, energetiche e ambientali:
- Rafforzamento delle misure commerciali
- Tetti alle importazioni: 15% per piani e acciaio inox, 5% per lunghi.
- Dazi universali applicati a tutti i Paesi, senza eccezioni.
- Regole stringenti «melted and poured» per evitare l’elusione delle misure di salvaguardia.
- Rimozione delle quote di riporto e applicazione di tariffe oltre contingente (idealmente del 50%).
- Riforma del mercato energetico
- Riduzione immediata dei prezzi dell’energia per le industrie ad elevata intensità energetica.
- Sconti sulle tariffe di rete.
- Finanziamenti dedicati all’idrogeno per una produzione siderurgica green.
- Correzione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)
- Risoluzione delle carenze che ne consentono l’elusione.
- Mantenimento delle quote gratuite per gli esportatori.
- Estensione del CBAM anche ai prodotti a valle ad alta intensità di acciaio.
- Tutela strategica del rottame
- Monitoraggio dei flussi di rottame ferroso e di alluminio.
- Possibile introduzione di dazi all’esportazione o quote tariffarie.
- Applicazione di regole più rigide contro le esportazioni illegali di rottame.
La posta in gioco
Mentre Stati Uniti, la Cina e l’India proteggono e sostengono attivamente i propri settori siderurgici, l’Europa rischia di restare indietro.
- I prezzi dell’energia in Europa sono da due a tre volte superiori rispetto a Cina e India.
- Solo nel 2024 sono stati fermati 9 milioni di tonnellate di capacità produttiva nell’UE.
- La Russia continua a esportare grandi volumi di acciaio in Europa nonostante le sanzioni.
L’EESC ha fatto notare che, senza un intervento decisivo, l’Europa potrebbe trasformarsi nella discarica globale per acciaio ad alte emissioni e acciaio sovvenzionato, con conseguenze devastanti per i produttori interni.
Conclusioni
Il Comitato sottolinea che l’indecisione porterà alla sconfitta. Ha affermato che l’Europa deve intervenire in modo decisivo mettendo in atto difese commerciali, riforme al mercato energetico, correzioni al CBAM e misure di protezione strategiche per le materie prime.