Secondo quanto riportato da Reuters e ripreso dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, la Commissione Europea si prepara a introdurre dazi compresi tra il 25% e il 50% sull’acciaio e sui prodotti siderurgici provenienti dalla Cina nelle prossime settimane.
La decisione arriva in un contesto di crescenti pressioni sull’industria siderurgica europea, alle prese con l’eccesso di capacità a livello globale, margini di profitto ridotti e gli elevati costi degli investimenti necessari per la decarbonizzazione.
Contesto legale e tempistiche
All’inizio del mese, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha confermato che Bruxelles presenterà nuove misure strutturali di politica commerciale per sostenere la competitività e la transizione climatica del settore siderurgico europeo. Il nuovo strumento a lungo termine andrà a sostituire le misure di salvaguardia attualmente in vigore, che secondo le regole del WTO scadranno a metà 2026 e non potranno essere prorogate.
Impatto dei dazi sugli scambi
La Cina resta il principale produttore di acciaio al mondo, con oltre la metà della produzione globale. Con l’economia interna in rallentamento, in particolare a causa della crisi protratta del settore immobiliare, le acciaierie cinesi hanno intensificato l’export per compensare la domanda domestica debole.
Gli analisti stimano che le esportazioni di acciaio dalla Cina cresceranno tra il 4% e il 9% nel 2025, raggiungendo 115-120 milioni di tonnellate, un livello record. Secondo i dati della China Iron and Steel Association, nel 2024, le esportazioni cinesi verso l’Unione Europea si sono attestate a circa 368.000 tonnellate, pari a circa il 4% dell’export totale di acciaio della Cina.
Sebbene dazi compresi tra il 25% e il 50% siano considerati una misura di forte impatto simbolico, gli analisti ritengono che l’effetto diretto sull’industria siderurgica cinese sarà limitato, data la quota relativamente contenuta di esportazioni dirette verso l’UE.
I dazi, tuttavia, contribuiranno a rafforzare l’ondata globale di misure protezionistiche contro l’acciaio cinese. Dal 2024, sono già state introdotte 54 nuove barriere tariffarie e commerciali a livello mondiale contro le esportazioni siderurgiche della Cina.