Diversi importanti Stati membri dell’Unione europea stanno spingendo per una politica commerciale e industriale più rigorosa nei confronti della Cina, in un contesto di crescenti preoccupazioni per le distorsioni del mercato, la sovraccapacità industriale e l’impatto delle esportazioni cinesi sul settore manifatturiero europeo.
Secondo quanto riportato dai media, un gruppo di cinque Paesi dell’Unione europea guidato dalla Francia, tra cui Italia, Spagna, Paesi Bassi e Lituania, chiede strumenti di difesa commerciale più incisivi e un ampliamento delle misure di protezione del mercato, in vista delle discussioni chiave a Bruxelles sulla futura strategia del blocco nei confronti della Cina.
I governi europei chiedono maggiori protezioni commerciali
L’iniziativa riflette la crescente preoccupazione in Europa per la sovraccapacità industriale cinese, le esportazioni sovvenzionate e le pressioni sempre più forti sui settori manifatturieri europei, inclusi acciaio, automotive e tecnologie pulite.
Secondo quanto riportato, gli Stati membri dell’UE stanno esortando la Commissione europea a fare maggiore ricorso a misure antidumping, indagini antisovvenzioni, norme sui sussidi esteri e restrizioni negli appalti pubblici. Le discussioni arrivano mentre l’UE cerca sempre più di bilanciare i rapporti economici con la Cina con gli obiettivi di sicurezza industriale e autonomia strategica.
La Germania si orienta verso una posizione più dura
La Germania, tradizionalmente considerata una delle economie europee più favorevoli alla Cina per via dei forti legami industriali, starebbe sostenendo strumenti commerciali più rigorosi, in un contesto di crescente preoccupazione per la concorrenza sleale e i rischi legati alla dipendenza economica. Tuttavia, il Paese sta ancora discutendo internamente una revisione dei rapporti con Pechino e non ha ancora firmato il documento.