La Commissione Europea ha confermato che i benchmark definitivi del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) saranno disponibili solo dopo la revisione del sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), prevista per il 2026. L’aggiornamento è stato condiviso nel corso di un evento del CBAM organizzato dal Japan Business Council in Europa e riportato dal CEO della società di consulenza carbonEER, Hendrik Schuld.
Il benchmark CBAM di base rifletterà il «processo produttivo tipico» per ciascuna categoria di beni coperti dal CBAM. I dati forniti da fornitori verificati potranno essere utilizzati per dimostrare processi produttivi alternativi, che potrebbero portare a benchmark differenziati, rappresentativi delle quote di emissioni gratuite che un produttore avrebbe ottenuto se tali processi si fossero svolti all’interno dell’UE.
Aggiornamento delle regole sulle emissioni incorporate, valori di default e lista dei prezzi
La Commissione ha dichiarato che le regole di calcolo delle emissioni del CBAM subiranno lievi modifiche rispetto alla fase transitoria.
I valori di default saranno pubblicati nel quarto trimestre del 2025 come allegato al regolamento di esecuzione sul calcolo delle emissioni. Tali valori saranno stabiliti per tutti i partner commerciali. Non sono stati forniti dettagli su eventuali maggiorazioni applicabili, salvo il requisito che siano sufficientemente elevate da evitare benefici impropri per i produttori energivori.
Nel 2026, la Commissione raccoglierà dati sui prezzi reali del carbonio nei paesi esportatori, inclusi sconti ed esenzioni. I prezzi di default del carbonio saranno pubblicati nel 2027 attraverso il registro CBAM. I requisiti documentali per la prova dei prezzi effettivi del carbonio saranno definiti con autorità di paesi terzi.
Regole di verifica allineate all’ETS europeo
Secondo un’analisi di carbonEER sulle bozze trapelate, le procedure di verifica del CBAM replicheranno le pratiche dell’ETS per garantire parità di condizioni tra produttori UE e extra-UE:
I produttori non UE dovranno monitorare e comunicare le proprie emissioni in conformità con metodologie CBAM standardizzate.
I verificatori condurranno valutazioni dei rischi, ispezioni in loco o visite virtuali, ed esamineranno nel dettaglio i dati riportati.
Se i verificatori rilevano errori materiali o non conformità, la verifica fallisce e i dati non potranno essere utilizzati nella dichiarazione CBAM dell’importatore. I problemi non materiali dovranno essere corretti prima dell’emissione del rapporto finale.
La verifica è richiesta per ogni periodo di rendicontazione, tipicamente una volta all’anno. Gli importatori possono utilizzare rapporti con esito positivo o rapporti con minime rettifiche già risolte nella preparazione delle dichiarazioni annuali.
Estensione futura del campo di applicazione rinviata al 2027
La Commissione ha specificato che nessuna estensione del campo di applicazione del CBAM entrerà in vigore prima del 2027. In sospeso restano l’inclusione di ulteriori categorie industriali, la chiusura delle scappatoie relative al rottame e la revisione del sistema di prezzo delle emissioni per ferro, acciaio e alluminio, che saranno esaminate nella revisione del 2024. Anche se non sono attese proposte legislative immediate, le emissioni indirette risultano sempre più probabili da aggiungere.
La Commissione ha chiarito che non vi sarà un regime generale di supporto agli esportatori. Eventuali misure mirate saranno basate sul rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e sugli sforzi climatici delle aziende. Ulteriori dettagli saranno comunicati dopo la revisione dell’ETS prevista per il prossimo anno. Il meccanismo potrebbe ricalcare in parte il modello dell’Innovation Fund dell’UE, con finanziamenti specifici per progetto. Sono attesi ulteriori chiarimenti nelle prossime settimane.