UE: dazio antidumping definitivo sui coils a caldo turchi

lunedì, 26 aprile 2021 15:15:06 (GMT+3)   |   Brescia
       

Secondo un documento della Direzione Generale del Commercio datato 23 aprile 2021, la Commissione europea ha deciso di istituire un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di coils laminati a caldo (HRC) originari della Turchia, per i quali dallo scorso 7 gennaio era già un vigore un dazio AD provvisorio con aliquote tra il 4,8% e il 7,6%. Le aliquote del dazio definitivo sono quasi invariate: si attestano al 4,7% per il produttore Habas, al 4,9% per il gruppo Erdemir, al 5,6% per Borçelik e Ağir Haddecilik  e al 7,3% per Çolakoglu Metalurji e tutte le altre aziende. 
La Commissione ha determinato che non fosse necessaria la riscossione retroattiva dei dazi definitivi per il periodo di registrazione delle importazioni.

I prodotti in questione sono laminati piatti di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati, anche arrotolati (compresi i prodotti tagliati su misura e in nastri stretti), semplicemente laminati a caldo, non placcati né rivestiti, originari della Turchia, attualmente classificati ai codici NC 7208 10 00, 7208 25 00, 7208 26 00, 7208 27 00, 7208 36 00, 7208 37 00, 7208 38 00, 7208 39 00, 7208 40 00, 7208 52 10, 7208 52 99, 7208 53 00, 7208 54 00, 7211 13 00, 7211 14 00, 7211 19 00, ex 7225 19 10 (codice TARIC 7225191090), 7225 30 90, ex 7225 40 60 (codice TARIC 7225406090), 7225 40 90, ex 7226 19 10 (codice TARIC 7226191090), 7226 91 91 e 7226 91 99.

L'indagine era iniziata il 14 maggio 2020 a seguito di una denuncia presentata il 31 marzo 2020 da Eurofer per conto dei produttori dell'Ue. Il 12 giugno 2020 la Commissione aveva aperto anche un'inchiesta antisovvenzioni sullo stesso prodotto originario della Turchia, inchiesta che la stessa Commissione ha deciso di chiudere circa tre settimane fa, dopo che Eurofer lo scorso 24 marzo ha ritirato il proprio reclamo. 

Nonostante la lieve riduzione delle aliquote dalle misure provvisorio a quelle definitive, le acciaierie turche saranno ancora in una certa misura limitate nelle loro vendite verso l'UE. L'India è considerata il principale concorrente per volumi di vendita medi e grandi, tenendo conto che le acciaierie indiane non sono limitate dal dazio. Tuttavia, la Turchia ha il vantaggio della vicinanza geografica e rimarrà una delle principali fonti di HRC per l'UE. Vale anche la pena ricordare che il mercato attende la decisione dell'UE sulle misure di salvaguardia in scadenza a fine giugno. «Non credo che il sistema delle quote sarà abolito o che i contingenti aumenteranno in modo significativo per la Turchia, poiché i rapporti con l'UE sono ancora tesi – ha affermato un trader –. Tuttavia, l'offerta nell'UE è scarsa e i prezzi hanno raggiunto livello folli, quindi qualcosa andrà fatto».

Secondo quanto comunicato dall'ufficio di statistica turco, nei primi due mesi di quest'anno la Turchia ha esportato in totale 167.845 tonnellate di HRC, dato in calo del 64,9% su base annua. Le spedizioni verso l'Italia sono ammontate a 25.261 tonnellate, ossia l'88% in meno rispetto allo stesso periodo del 2020. 

Stefano Gennari


Ultimi articoli collegati

Ue: stop all'aumento dei dazi sui prodotti USA

Dazi, possibile tregua tra USA e Ue

Coils UE, ArcelorMittal alza i prezzi per la quarta volta nell'ultimo mese

Esportatori turchi: i dazi UE sugli HRC sono il risultato delle pressioni dei produttori europei

EUROMETAL: consegne dei centri servizi piani in calo in gennaio-febbraio