L’Istanbul Policy Center (IPC) della Sabancı University ha pubblicato il report “Turkey’s Decarbonization Roadmap” (Roadmap per la decarbonizzazione della Turchia), in cui si delineano le strategie per raggiungere la quota emissioni zero entro il 2053. Lo studio descrive scenari di riduzione dei gas serra (GHG) tra il 2025 e il 2053 e stima un investimento totale di 265 miliardi di dollari. Inoltre, mira a creare una base scientifica per i nuovi Contributi Nazionali Determinati (NDC) che la Turchia dovrà consegnare alle Nazioni Unite nei prossimi mesi.
Obiettivi chiave di riduzione delle emissioni
Il report indica che, con le giuste politiche, la Turchia potrebbe ridurre le emissioni di GHG del 35% rispetto ai livelli del 2021, portandole a un totale di 370 milioni di tonnellate. In particolare, le emissioni di anidride carbonica potrebbero ridursi del 40% entro il 2035 (277 milioni di tonnellate), tornando ai livelli di emissioni nazionali registrati per l’ultima volta nel periodo 2005-2010. Secondo l’IPC, sarà possibile compiere tali progressi solo se il Paese adotta misure specifiche per i settori dell’energia, dell’industria, dei trasporti, delle costruzioni e dell’agricoltura.
Energia: abbandono graduale del carbone
Nel settore dell’energia, una delle fasi più importanti è l’abbandono graduale del carbone entro il 2036. Questa trasformazione sarebbe supportata da impieghi annuali di circa 10 GW di energia eolica e solare e di 9 GW di stoccaggio a batteria entro il 2035. Questi cambiamenti potrebbero ridurre le emissioni del settore energetico di una percentuale media del 6,5% all’anno e raggiungere una riduzione generale dell’84% entro il 2053. Solo questo tipo di trasformazione richiede circa 80,1 miliardi di dollari.
Industria: il cemento rappresenta la maggiore sfida
Si prevede che nel settore dell’industria, che comprende acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, sostanze chimiche e prodotti tessili, le emissioni caleranno in modo stabile. Durante il percorso verso il net zero, le emissioni industriali potrebbero calare del 44% tra il 2025 e il 2053. Il settore del cemento rappresenta la sfida maggiore, poiché i processi di elaborazione richiedono emissioni elevate. Per ridurre le emissioni causate dalle sostanze chimiche e da altri settori pesanti, sono stati identificati due strumenti chiave: elettrificazione e miglioramenti in termini di efficienza. Raggiungere questi obiettivi richiederà un investimento di circa 8,3 miliardi di dollari entro il 2035.
Trasporti: dovranno aumentare i veicoli elettrici
Il settore dei trasporti è responsabile del 94% delle emissioni, dovute al traffico stradale. Per ridurre del 52% tali emissioni entro il 2053, lo scenario descritto dall’IPC prevede un rapido passaggio ai veicoli elettrici, un maggiore utilizzo dei mezzi ferroviari e l’introduzione dei veicoli a idrogeno. La trasformazione richiederà un investimento di 75,3 miliardi di dollari, ma l’abbandono graduale dei combustibili fossili comporterà un risparmio pari a 111,9 miliardi di dollari, creando un beneficio finanziario netto di 36,5 miliardi di dollari.
Costruzioni: zero emissioni dopo il 2045
Anche il settore edile costituisce una parte importante della roadmap. Tutti i nuovi edifici costruiti dopo il 2025 dovranno rispettare lo standard degli edifici a energia quasi a zero (NZEB), mentre le strutture esistenti dovranno essere gradualmente riqualificate. Gli impianti di riscaldamento abbandoneranno l’uso del carbone in favore del gas naturale e poi dell’elettricità, in modo da azzerare le emissioni correlate agli edifici dopo il 2045. Questa transizione richiederà l’importante investimento di 200 miliardi di dollari, imponendosi come misura più costosa della roadmap.
Agricoltura: ridurre l’uso del metano
Se le pratiche agricole non vengono modernizzate, si prevede un aumento delle emissioni pari a 99 MtCO₂e entro il 2053. Al contrario, per raggiungere il net zero, le emissioni dovrebbero essere ridotte a 68 MtCO₂e. In questo senso, si dovrebbero adottare misure quali l’aumento dell’uso di biogas, l’elettrificazione dei macchinari agricoli, il miglioramento della qualità del mangime e l’applicazione di miglioramenti genetici.
Previsione
In generale, l’IPC conclude che, con un intervento risoluto tra il 2025 e il 2035, la Turchia ha tutte le potenzialità necessarie per ridurre notevolmente le emissioni. L’investimento di 265 miliardi di dollari verrà impiegato in diversi settori: la parte maggiore sarà dedicata al settore edile, seguito dall’energia, i trasporti e l’industria. La roadmap sottolinea che questo tipo di trasformazione avvicinerà la Turchia al raggiungimento della quota emissioni zero entro il 2053, rafforzando al contempo la sua resilienza economica e la sua competitività nell’economia globale a basse emissioni.