Secondo quanto riferito, un produttore della regione di Izmir ha prenotato un carico di rottame HMS I/II 90:10 proveniente dagli Stati Uniti a 328 $/t CFR, e ciò significa che l’HMS I/II 80:20 si attesta a circa 325 $/t CFR. Un secondo carico di rottame, stavolta HMS I/II 80:20, proveniente dagli Stati Uniti è stato prenotato da un produttore di Iskenderun a 325 $/t CFR. All’inizio di questa settimana, inoltre, è stato chiuso un terzo accordo da un produttore di Iskenderun per HMS I/II 80:20 a 330 $/t CFR. Possiamo quindi affermare che il prezzo del rottame di riferimento è sceso di altri 6,5 $/t rispetto alla scorsa settimana.
Uno dei produttori di Iskenderun già citati ha concluso altri due accordi, uno dei quali per rottame HMS I/II 80:20 da San Pietroburgo a 320 $/t CFR e l’altro dal Regno Unito, sempre per HMS I/II 80:20, a 312 $/t CFR.
Il livello del primo accordo è inferiore di 10,5 $/t rispetto alle precedenti quotazioni di SteelOrbis per il rottame dal Baltico, che oggi sono state riviste a 320-325 $/t CFR. Anche il secondo mostra un forte calo rispetto al precedente range dei prezzi di acquisto dall’Unione Europea, che si attestava a 325-327 $/t CFR. Fonti di mercato riferiscono che si trattasse di un carico già presente sul mercato da diverso tempo, ma non è l’unico. Pare infatti che un altro carico dall’UE sia disponibile a 315 $/t CFR. Sebbene questa informazione non sia stata confermata né smentita al momento della pubblicazione, il prezzo è considerato praticabile. Di conseguenza, il prezzo di riferimento di SteelOrbis per il rottame proveniente dall’Unione Europea è stato rivisto a 312-315 $/t CFR.
Gli operatori continuano a domandarsi se il minimo sia stato raggiunto: alcuni pensano di sì, ma le acciaierie ritengono che a meno che le vendite non riprendano non ci sarà modo di supportare i prezzi del rottame. Prosegue infatti l’assenza di vendite sul mercato turco degli acciai finiti, anche se ieri ci sono stati alcuni scambi di tondo nelle regioni di Iskenderun e Izmir. Fonti, tuttavia, ritengono che volumi di 40-45.000 tonnellate siano troppo bassi per la capacità produttiva della Turchia.