Secondo quanto riportato dal quotidiano turco Dünya, Fuat Tosyali, presidente di Tosyal Holding, ha avvertito che l’industria siderurgica turca rischia danni irreparabili a causa dell’aumento delle importazioni di acciaio oggetto di dumping dalla Cina.
«In queste condizioni non solo è impossibile effettuare nuovi investimenti per migliorare la produzione, ma è diventato impossibile anche salvaguardare quelli esistenti», ha dichiarato Tosyali, sottolineando che senza urgenti misure di protezione il settore siderurgico turco rischia il collasso.
L’acciaio come settore strategico
Tosyali ha evidenziato il ruolo strategico dell’acciaio nelle economie nazionali, definendolo un «barometro» della forza economica. Ha rimarcato come una solida industria siderurgica domestica riduca la dipendenza dalle importazioni e garantisca la continuità della produzione strategica.
Altri Paesi, come gli Stati Uniti, impongono dazi elevati e l’Unione Europea applica rigide quote per proteggere le proprie industrie. Tosyali ha avvertito che la Cina, ostacolata dalle restrizioni USA ed europee, sta dirottando le proprie esportazioni verso la Turchia, aumentando la pressione sui produttori locali.
Deficit commerciale e assenza di incentivi
Il deficit commerciale della Turchia con la Cina ha superato i 50 miliardi di dollari negli ultimi sei-sette mesi:
- le importazioni di acciaio rappresentano una quota significativa di questo divario;
- i produttori turchi operano senza incentivi né sussidi, vincolati dall’accordo con la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA).
«I produttori turchi sono arrivati fin qui esclusivamente con le proprie risorse, ma oggi non riescono più a lavorare nemmeno a pieno regime», ha sottolineato Tosyali.
«Una volta crollata, l’industria non potrà più rialzarsi»
Il presidente di Tosyal Holding ha ricordato l’investimento da 4 miliardi di dollari realizzato a Iskenderun, sottolineando come sia insostenibile competere con prodotti venduti a prezzi di dumping. Ha aggiunto che anche piccole variazioni nei prezzi dell’acciaio comportano milioni di dollari di perdite o guadagni. «Se i produttori continuano a vendere in perdita, eroderanno il capitale. Una volta che questo settore crolla, non potrà più risollevarsi», ha ammonito Tosyali.
La Turchia dispone di una solida infrastruttura industriale
Tosyali ha inoltre richiamato l’attenzione sulla forza industriale e sulla dinamicità del mercato turco, contrapponendole alle mosse strategiche della Cina. Ha ricordato che, quando gli Stati Uniti hanno imposto dazi a livello globale, la Cina si è trovata senza mercati. Nonostante ciò, la Turchia resta un mercato molto ampio poiché da un lato importa, dall’altro trasforma e rivende.
Ha quindi ribadito che la Turchia possiede una solida infrastruttura industriale e un mercato dinamico, ricordando che i consumi africani sono pari a solo un quarto di quelli turchi. Grazie al proprio tessuto industriale, la Turchia funge da hub di approvvigionamento critico per l’acciaio.
Segnalando che la Cina è riuscita a penetrare facilmente in questi mercati già pronti, Tosyali ha avvertito che, se venissero ritirati i sussidi statali cinesi e l’industria dovesse collassare, non sarebbe più in grado di riprendersi. «Per questo dobbiamo garantire la sostenibilità», ha concluso.