Prosegue l’escalation delle tensioni commerciali. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha presentato nuovi dazi doganali fino al 40% sulle importazioni da 14 Paesi. Queste misure, che entreranno in vigore il 1° agosto 2025, fanno parte della strategia di Trump per ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti e incentivare le aziende straniere a trasferire la produzione sul territorio americano. La Casa Bianca ha confermato la decisione in un comunicato ufficiale, definendola un approccio «reciproco» volto a risolvere gli squilibri commerciali.’
La nuova strategia
I nuovi dazi si applicheranno a tutti i beni importati dai Paesi colpiti (esclusi acciaio e alluminio, soggetti alla Sezione 232), indipendentemente dalle misure settoriali esistenti. Trump ha inquadrato la decisione come una spinta alla sovranità economica, affermando: «Non ci saranno dazi se decideranno di costruire o fabbricare prodotti nel nostro Paese». Ha inoltre segnalato che l’eventuale ritorsione da parte dei Paesi colpiti potrebbe innescare un aumento dei dazi in risposta.
La tabella seguente mostra le nuove misure.
| Paese | Nuovo dazio (%) |
| Giappone | 25 |
| Corea del Sud | 25 |
| Sudafrica | 30 |
| Kazakistan | 25 |
| Laos | 40 |
| Malesia | 25 |
| Myanmar (Birmania) | 40 |
| Tunisia | 25 |
| Bosnia ed Erzegovina | 30 |
| Indonesia | 32 |
| Bangladesh | 35 |
| Serbia | 35 |
| Cambogia | 36 |
| Thailandia | 36 |
Questi dazi potrebbero avere gravi effetti sulle catene di approvvigionamento globali, soprattutto nei settori che dipendono fortemente dalle importazioni dal Sudest asiatico e dall’Europa orientale. I produttori, soprattutto in Asia e Africa, rischiano di perdere la competitività dei propri prodotti. SteelOrbis ritiene che l’aumento dei dazi potrebbe far lievitare i costi per i consumatori e le imprese statunitensi.