La società industriale svedese Stegra, sviluppatrice di uno dei più grandi progetti europei di acciaio verde a Boden, si trova sotto pressione finanziaria dopo la parziale sospensione dei fondi statali. Pur avendo ottenuto l’approvazione UE per 265 milioni di euro di sostegno da parte della Svezia, solo 100 milioni sono stati effettivamente erogati, costringendo l’azienda a cercare nuove fonti di capitale per mantenere in linea il progetto.
Sospensione degli aiuti pubblici per l’uso di gas naturale
Nel settembre 2024, la prima tranche da 100 milioni di euro era stata erogata tramite l’Agenzia svedese per l’Energia. Tuttavia, la restante parte è stata bloccata dall’Agenzia per la Protezione Ambientale svedese, che ha evidenziato come la produzione non sia ancora interamente fossil-free (ovvero senza combustibili fossili), in quanto Stegra prevede di utilizzare gas naturale fino a quando non sarà disponibile una fonte rinnovabile alternativa.
Stegra ha quindi richiesto quasi 2 miliardi di corone svedesi (pari a 213,71 milioni di dollari) di nuovi aiuti all’Agenzia per l’Energia e sta negoziando con gli azionisti per raccogliere ulteriori capitali. Parallelamente, la società sta valutando schemi di sostegno pubblico, iniezioni di capitale e finanziamenti a debito.
Struttura dei finanziamenti e supporto UE
Inizialmente, Stegra aveva assicurato oltre 6 miliardi di euro di finanziamenti, di cui circa 4,2 miliardi sotto forma di prestiti e 2,1 miliardi come capitale proprio. A questi si aggiungono 250 milioni di euro concessi dal Fondo per l’Innovazione dell’UE e 265 milioni di euro di aiuti di Stato svedesi approvati dalla Commissione Europea.
Stato di avanzamento dei lavori e tempistiche
Nonostante le difficoltà finanziarie, la costruzione del sito di Boden prosegue. L’impianto è progettato attorno alla tecnologia dell’elettrolisi, con una capacità prevista di 740 megawatt. In sostituzione del carbone e del coke, verrà impiegato idrogeno per la riduzione del minerale di ferro, con un potenziale taglio delle emissioni di carbonio fino al 95% rispetto agli altiforni tradizionali. Ad oggi Stegra ha già installato 10 moduli di elettrolisi (200 MW complessivi). L’avvio delle operazioni continuative è previsto per il 2026, inizialmente con l’utilizzo di rottame in forni elettrici ad arco, per poi integrare la riduzione diretta basata sull’idrogeno.