Il più grande produttore africano di acciaio ArcelorMittal South Africa (AMSA) ha annunciato che procederà con il suo piano iniziale di chiusura delle sue attività nel segmento dei lunghi, più precisamente degli stabilimenti di Newcastle e Vereeniging, nonché della sua controllata AMRAS, che opera nel settore degli acciai ferroviari e strutturali. La decisione è arrivata alla fine di un lungo dialogo con il governo del Sudafrica, che tuttavia non ha portato ad alcuna soluzione.
Come già riferito da SteelOrbis, all’inizio di febbraio di quest’anno la società aveva rimandato i suoi piani di chiusura di circa un mese, a causa delle discussioni in corso con il governo sudafricano riguardo al futuro delle sue attività nel segmento dei lunghi e di un portafoglio ordini più nutrito di quanto previsto.
AMSA ha affermato che il governo non ha abolito le tasse sulle esportazioni di rottame e che il sistema di prezzi preferenziali rimane in vigore. Inoltre Transnet, società sudafricana che opera nel settore ferrovie, porti e gasdotti, ha rifiutato di negoziare al ribasso gli aumenti delle tariffe per la logistica, facendo ulteriormente salire i costi che sono già al di sopra degli standard internazionali. La società nazionale di energia elettrica Eskom, poi, non ha risposto alla negoziazione degli attuali prezzi dell’energia che sono previsti in aumento del 12,74% il 1° aprile, minando ulteriormente la competitività di AMSA. Infine, il governo non ha istituito dazi sulle importazioni come aveva previsto e i dazi di salvaguardia provvisori sulle importazioni di coils laminati a caldo sono stati aboliti.
La chiusura degli altiforni inizierà dunque nella prima settimana di marzo, e l’ultimo lotto di acciaio sarà prodotto alla fine di marzo o all’inizio di aprile. L’operazione sarà completata nel secondo trimestre di quest’anno, e interesserà circa 3.500 posti di lavoro diretti e indiretti.