Nel suo intervento allo SteelOrbis Italy Forum 2024 in corso a Milano oggi, 8 ottobre, Meltem Alım Atmaca, director of international marketing and sales and international trading presso il produttore turco di acciaio integrato Erdemir, ha informato i partecipanti riguardo alle tappe fondamentali dell’azienda in quasi 60 anni di storia. Erdemir, il più grande produttore di acciai piani in Turchia, ha una capacità annua di produzione di laminati a caldo di 8,6 milioni di tonnellate, mentre ERMADEN, società del gruppo nonché prima e unica produttrice di pellet di ferro in Turchia, ha una capacità di produzione di 1,5 milioni di tonnellate e riesce a coprire il 38% della domanda di minerale di ferro del paese nonché il 16% del consumo di Erdemir.
Atmaca ha riferito che nei primi sei mesi di quest’anno la Turchia ha prodotto 19 milioni di tonnellate di acciaio e il suo consumo è in aumento, contrariamente alla situazione di altri paesi, e le industrie manifatturiere ed edili turche stanno andando molto bene. Atmaca ha poi affermato che ciò potrebbe anche significare problemi di approvvigionamento, dato che il consumo totale di acciai piani in Turchia nel 2023 è stato di 19,5 milioni di tonnellate e la produzione è ammontata a soli 13,7 milioni di tonnellate. La differenza è stata importata direttamente da altri mercati, il che ha reso la Turchia un importatore netto.
La responsabile ha inoltre richiamato l’attenzione su come la collaborazione commerciale tra Turchia e UE sia cambiata nel corso degli anni. Nel 2019 l’Unione Europea costituiva il 43% delle importazioni turche, mentre ora è scesa al 20%. Per contro, la quota della Turchia nel mercato delle importazioni dell’UE era in media del 16% tra il 2017 e il 2022, mentre nel 2023 la sua quota è scesa a circa il 7%. Questi cambiamenti dimostrano che ultimamente entrambi i mercati sono stati dominati dai fornitori asiatici. Atmaca ha concluso affermando: «Oggi più che mai l’UE e la Turchia hanno bisogno di una forte collaborazione contro i prezzi economici dall’Asia, o metteranno in pericolo sia la Turchia che l’Unione Europea».