SteelOrbis, analisi di fine anno: l’industria siderurgica turca si adatta attivamente alle nuove condizioni, previsioni deludenti

martedì, 31 dicembre 2024 14:02:34 (GMT+3)   |   Istanbul

Il governo turco ha previsto che l’economia del paese crescerà del 3,5% nel 2024 e del 4,0% nel 2025. Nel 2023 l’economia della Turchia è cresciuta del 5,1% e del 6,5% su base annua nel terzo trimestre, nonostante un rallentamento dei principali partner commerciali e le conseguenze dei devastanti terremoti che hanno colpito la parte meridionale del paese nel febbraio di quell’anno. Nel terzo trimestre del 2024, l’economia turca è cresciuta a un tasso annuo inferiore al previsto del 2,1%, dato che la domanda è diminuita (soprattutto nel settore dei servizi) sotto il peso degli alti tassi di interesse. Il PIL del terzo trimestre è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente su base stagionale e per effetti di calendario, e i dati dell’istituto turco di statistica hanno evidenziato un secondo calo lineare e una recessione tecnica per il paese. Gli economisti si aspettavano che le rigide politiche monetarie e le misure fiscali continuassero a rallentare la domanda interna fino alla fine dell’anno.

La Turchia, una delle principali economie di mercato emergenti, si è raffreddata di fronte alle ristrettezze della politica monetaria iniziata a giugno 2023, quando la Banca centrale turca ha aumentato i tassi di interesse al 50% dall’8,5% al fine di contenere l’inflazione, che superava il 48% alla fine dell’anno. La svolta politica del paese, che ha abbandonato la precedente linea di riduzione dei tassi promossa dal Presidente Erdogan, mira a stimolare le esportazioni, ridurre l’inflazione e riequilibrare un’economia sovraccarica. L’aggressivo aumento dei tassi di interesse della Turchia ha raffreddato l’inflazione, portandola al di sotto del 50% a ottobre da oltre il 75% a maggio.

Allo stesso tempo, l’industria siderurgica turca si sta attivamente adattando alle nuove condizioni, nonostante le sfide nei mercati globali e nell’economia interna. L’industria siderurgica del paese ha lottato con una competitività più debole sui mercati globali, poiché l’efficienza del modello produttivo in Turchia ha subito la pressione dell’aumento dei costi energetici e dei problemi finanziari degli ultimi anni.

A prescindere dalla situazione economica instabile in Turchia e dal deprezzamento della moneta nazionale, secondo le stime di SteelOrbis la produzione di acciaio grezzo del paese nel 2024 aumenterà del 9% fino a raggiungere i 36,8 milioni di tonnellate. Oltre ad aver aumentato la capacità di circa un milione di tonnellate, i tassi di sfruttamento della capacità dei forni sono aumentati in media dal 67-72% nel 2023 al 70-80% nel 2024. Secondo i dati di SteelOrbis la produzione siderurgica di acciai finiti (lunghi e piani) in Turchia nel 2024 è aumentata del 13% rispetto allo stesso periodo del 2023, ammontando a 42 milioni di tonnellate, mentre il consumo di tali prodotti è rimasto stabile a 38 milioni di tonnellate. La crescita della produzione è stata compensata dalle esportazioni. Nonostante i margini inferiori, nel 2024 le esportazioni di prodotti siderurgici turchi sono salite a 13 milioni di tonnellate da 10,2 milioni nel 2023, secondo i dati di SteelOrbis. Si osserva che la crescita delle esportazioni è stata registrata principalmente sul mercato dei piani, con esportazioni in aumento del 70% su base annua fino a quasi 6 milioni di tonnellate nel 2024. Le esportazioni di prodotti lunghi sono invece aumentate solo del 4%, raggiungendo i 7 milioni di tonnellate. Purtroppo questi aumenti non possono essere descritti come una crescita a pieno titolo, ma piuttosto come una ripresa dopo le diminuzioni del 2023; i volumi delle esportazioni, infatti, non si avvicinano nemmeno ai livelli del 2022, per non parlare del periodo 2018-2021. 

Esportazioni di prodotti finiti dalla Turchia nel periodo 2017-2024

Nel 2024 i prezzi sono diminuiti in tutti i mercati dell’acciaio. Inoltre, i prezzi dei prodotti finiti nel corso dell’anno sono diminuiti più dei costi di produzione, il che ha comportato una significativa diminuzione dei margini dei produttori turchi in un mercato già privo di forza. Nel corso dell’anno i costi di produzione per i forni elettrici ad arco sono diminuiti in media del 6%, mentre quelli per la produzione ad altoforno sono diminuiti in media dell’11%, entrambi su base annua.

Secondo i dati relativi al 2024, i prezzi delle materie prime sono calati del 2-15%. Di conseguenza, importare il rottame d’acciaio è diventato più economico del 2-4% per il mercato turco, mentre per il minerale di ferro e il coking coal i costi si sono abbassati rispettivamente del 7-9% e del 10-15%. Allo stesso tempo i prezzi interni dei rottami sono aumentati significativamente, di quasi il 40%, a causa dell’indebolimento della lira. Durante l’anno la moneta turca ha costantemente perso forza contro il dollaro, arrivando a un nuovo record minimo di perdita di valore del 36% annuo e attestandosi a un cambio medio per il 2024 pari a 1 $ = 33,01 TRY.

I prezzi del tondo su base FOB nel 2024 sono diminuiti in media di oltre 45 $/t, passando a 585-595 $/t , mentre i margini dei produttori turchi basati su EAF sono scesi a 10-15 $/t su base FOB dai 30-35 $/t nel 2023, secondo i dati di SteelOrbis. I margini dei produttori turchi di coils a caldo (HRC) sul mercato interno sono stati dimezzati nel corso dell’anno, passando da 60-75 $/t nel 2023 a 35-45 $/t nel 2024.

Margini per i principali prodotti siderurgici della Turchia in dollari

Gli aumenti dei prezzi sul mercato turco sono stati osservati principalmente nella prima metà dell’anno. Nella seconda metà, l’industria siderurgica in Turchia ha iniziato a sentire l’impatto del “fattore cinese”. A partire dal periodo agosto-settembre, il mercato turco – come molti altri mercati – ha iniziato a soffrire dell’influsso di prodotti importati a basso costo dalla Cina. Secondo le stime di SteelOrbis basate sui dati relativi al 2024, le esportazioni cinesi di prodotti siderurgici verso la Turchia aumenteranno di almeno il 30% su base annua, raggiungendo 4,85 milioni di tonnellate.

Nel 2024, una duratura stretta creditizia tra gli imprenditori immobiliari cinesi ha soffocato la produzione di acciaio e materiali connessi all’edilizia. Il settore immobiliare cinese ha avuto un peso significativo sull’economia del paese dal 2021, quando il governo ha imposto misure stringenti per frenare l’eccessiva leva finanziaria, che ha portato forti indebitamenti, progetti immobiliari in stallo e boicottaggi ipotecari. Le politiche governative volte a rivitalizzare il mercato messe in atto dal 2023 hanno incluso minori costi di prestito e maggiori finanziamenti per i costruttori in difficoltà, ma nonostante questi sforzi non emerge ancora una ripresa significativa. A settembre la Cina ha presentato incentivi fiscali per i contratti di acquisto di immobili e terreni volti a stimolare la domanda e alleviare le pressioni finanziarie sugli imprenditori nel tentativo di rilanciare il settore. Tuttavia, è improbabile che Pechino miri a una nuova rapida crescita dell’attività di costruzione, mentre rimane un’enorme quantità di proprietà invendute e gli aspiranti acquirenti sono diffidenti riguardo a ulteriori potenziali cadute dei prezzi degli immobili. Al contrario, il governo cinese probabilmente punterà a stimolare la produzione tra le industrie con grandi mercati di esportazione, come i produttori di veicoli elettrici, batterie ed elettronica. Questi settori sono già spinti ad aumentare le vendite nel breve termine per catturare la domanda dei consumatori in Europa e Nord America prima che il presidente entrante Donald Trump introduca nuove tariffe sulle importazioni.

I produttori di acciaio cinesi, che stanno già esportando a volumi vicini al record decennale, devono aumentare ulteriormente le spedizioni nel 2025 per gestire la sovraccapacità e l’insufficienza della domanda interna, che rischia di esacerbare le crescenti tensioni commerciali. Nel 2024 le esportazioni cinesi di prodotti siderurgici toccheranno il picco in nove anni, e potrebbero superare i 110 milioni di tonnellate. Le crescenti esportazioni cinesi di acciaio hanno suscitato lamentele da parte di un numero sempre maggiore di paesi. Alcuni, tra cui Turchia e Indonesia, hanno istituito dazi antidumping, sostenendo che l’afflusso di acciaio cinese a basso costo danneggi i produttori locali.

Nel 2025 la domanda di prodotti siderurgici in Turchia rimarrà a livelli moderati, senza previsioni di alcun cambiamento significativo. Anche con un miglioramento dell’attività di costruzione, probabilmente non riuscirà a compensare la difficoltà della situazione. Il segmento delle importazioni sarà ancora dominato dalla Cina. Per quanto riguarda le esportazioni le acciaierie turche continueranno a lavorare alle attuali condizioni di mercato. La concorrenza con i fornitori nordafricani nel segmento dei lunghi continuerà, e le acciaierie del paese saranno ancora costrette a competere con i materiali prodotti a basso costo, poiché la maggior parte dei fornitori egiziani e algerini hanno una produzione basata sul DRI. Tuttavia, alcuni fattori potrebbero cambiare le regole del gioco: in primis, deve ancora arrivare l’annuncio degli esiti dell’indagine antidumping sulle importazioni di HRC da Egitto, India, Giappone e Vietnam, la quale in teoria potrebbe aiutare le acciaierie turche, che da diverso tempo si trovano in una posizione svantaggiata sul mercato europeo poiché sono soggette a loro volta a dazi AD. In secundis, Tosyali Algerie ha iniziato a produrre HRC per 4 milioni di tonnellate nel suo stabilimento, e sebbene al momento si stia concentrando sull’immissione di lotti di prova sul mercato interno in Algeria, la produzione di marzo verrà presto dedicata ai mercati di esportazione. Inoltre, la continua presenza della Russia nelle esportazioni di HRC nella regione rappresenta una minaccia per le acciaierie turche, in quanto la Russia è molto competitiva in termini di prezzi, specialmente nella regione nordafricana, ed è in grado di vendere grandi lotti, in particolare all’Egitto.

Le aspettative generali per l’attività del mercato siderurgico turco sono in gran parte pessimistiche per il prossimo futuro, con condizioni di mercato che potrebbero diventare ancora più difficili per le acciaierie turche causando ulteriori tagli alla produzione. Un altro punto fondamentale è l’instabilità geopolitica, che influenza molti aspetti del commercio, dalle questioni economiche e finanziarie alle difficoltà di raggiungere i clienti regolari – nel caso della Turchia si parla di clienti in Israele, Yemen e adesso anche in Siria e in parte del Libano.

DemetKazdal
Demet Kazdal
Editore

Dopo essermi laureata all’Università del Bosforo in Lingua e Letteratura Inglese ho trascorso gli ultimi 15 anni sviluppando una profonda esperienza nel settore dell’acciaio. In SteelOrbis ricopro il ruolo di Head of Content Department. Scrivo e curo notizie e report completi sui mercati dell’acciaio, con focus sul mercato turco e sulle dinamiche del mercato globale.


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