La Casa Bianca ha annunciato ulteriori modifiche al regime tariffario previsto dalla Sezione 232 per le importazioni di acciaio, alluminio e rame, nell’ambito della strategia dell’amministrazione Trump volta a rafforzare la produzione metallurgica nazionale e a correggere le criticità emerse nell’applicazione delle misure commerciali esistenti.
Il nuovo proclama si inserisce in una serie di provvedimenti già adottati nell’ambito della Sezione 232, che hanno innalzato i dazi statunitensi sui prodotti importati in acciaio e alluminio, ampliandone al tempo stesso la copertura a una gamma più estesa di prodotti a valle.
Dazi applicati all’intero valore doganale
Tra le modifiche più rilevanti figura l’estensione dell’applicazione dei dazi della Sezione 232 all’intero valore doganale dei prodotti interessati in acciaio, alluminio e rame, e non più soltanto al valore del contenuto metallico incorporato. Secondo l’amministrazione statunitense, la misura mira a semplificare l’applicazione del regime tariffario e a contrastare possibili sotto-dichiarazioni del valore dei metalli.
La Casa Bianca ha infatti sostenuto che alcuni esportatori abbiano sfruttato i meccanismi di valutazione per ridurre l’ammontare dei dazi dovuti. L’applicazione delle tariffe sull’intero valore delle merci importate dovrebbe quindi rafforzare l’efficacia complessiva delle misure e limitarne l’elusione.
Confermato il dazio del 50% sui prodotti primari in acciaio e alluminio
Nel quadro rivisto, i prodotti primari in acciaio e alluminio continueranno a essere soggetti a un dazio del 50% qualora siano realizzati interamente, o quasi interamente, con i metalli coperti dalla misura. Parallelamente, numerosi prodotti derivati contenenti quantità significative di acciaio, alluminio o rame saranno soggetti a un dazio del 25% calcolato sull’intero valore doganale.
Il proclama prevede inoltre un incentivo per le aziende straniere che utilizzano acciaio e alluminio di origine statunitense. Tali operatori potranno beneficiare di un’aliquota ridotta al 10%, a condizione che i beni strumentali esportati verso gli Stati Uniti contengano almeno l’85% in peso di acciaio o alluminio fuso e colato nel Paese. Le modifiche tariffarie avranno carattere temporaneo e resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2027, con l’obiettivo di favorire investimenti a breve termine e sostenere la ricostruzione della base industriale statunitense.
Misure a sostegno della produzione metallurgica nazionale
Secondo la Casa Bianca, il nuovo assetto tariffario è stato concepito per rafforzare il settore manifatturiero statunitense, incentivare gli investimenti nella produzione nazionale di acciaio, alluminio e rame, ridurre la dipendenza dalle importazioni e sostenere gli obiettivi di sicurezza nazionale.
L’amministrazione ha inoltre affermato che i recenti provvedimenti adottati nell’ambito della Sezione 232 hanno contribuito a un maggiore utilizzo della capacità produttiva nazionale e favorito nuovi investimenti negli impianti siderurgici e di lavorazione dei metalli negli Stati Uniti.