In un comunicato stampa della Casa Bianca si legge che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di imporre dazi aggiuntivi del 25% sulle importazioni dal Canada e dal Messico e del 10% sulle importazioni dalla Cina, allo scopo di garantire la sicurezza nazionale e di proteggere gli interessi degli americani. Anche le importazioni di energia dal Canada saranno soggette a un dazio aggiuntivo del 10%.
I dazi in questione rimarranno in vigore fino a quando i paesi coinvolti non soddisferanno i requisiti richiesti dal presidente Trump. Nel frattempo, se questi paesi dovessero rispondere ai dazi i con misure simili, Trump potrebbe aumentare o ampliare la portata dei dazi.
In una rapida risposta alla mossa del Presidente, Dominic LeBlanc – ministro delle finanze e degli affari intergovernativi del Canada – e Mélanie Joly – ministra canadese degli affari esteri – hanno annunciato che, analogamente alle misure imposte dagli Stati Uniti, a partire dal 4 febbraio (data in cui entreranno in vigore) il governo canadese imporrà dazi del 25% sulle importazioni di legname, motociclette, elettrodomestici e plastica provenienti dagli Stati Uniti. Inoltre, il ministro LeBlanc ha sottolineato che il governo canadese intende imporre dazi su altri beni quali veicoli passeggeri, veicoli elettrici e prodotti in acciaio e alluminio, anche se l’attuazione sarà ritardata di 21 giorni per consentire all’opinione pubblica di esprimersi al riguardo. I ministri hanno inoltre specificato che, se gli Stati Uniti continueranno a imporre misure sul Canada, quest’ultimo prenderà in considerazione di introdurre anche barriere non tariffarie.
Anche la presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha ordinato l’imposizione di tariffe sugli Stati Uniti, i cui dettagli non sono stati resi pubblici, mentre il governo cinese ha affermato che si rivolgerà all’Organizzazione mondiale del commercio in quanto le misure statunitensi violano gravemente le regole e non portano benefici a nessuna delle parti coinvolte.
Gli esperti ritengono che le tariffe statunitensi potrebbero spingere i prezzi al rialzo sul mercato interno del paese e che potrebbe verificarsi una flessione negli Stati Uniti, in Canada, in Messico e in Cina.