La startup statunitense Hertha Metals ha annunciato un'importante svolta tecnologica nel campo della produzione di acciaio a basse emissioni, con un processo innovativo che promette di ridurre i costi, abbattere le emissioni di CO₂ e garantire la stessa scalabilità dei metodi convenzionali. Sostenuta da oltre 17 milioni di dollari di investimenti, tra cui i fondi di Khosla Ventures e Breakthrough Energy Fellows, l’azienda ha avviato dal 2024 un impianto pilota con capacità di una tonnellata al giorno.
Cosa rende diversa la tecnologia di Hertha?
Il processo proprietario sviluppato da Hertha consente di convertire direttamente minerali di ferro di bassa qualità, fines e sottoprodotti della produzione siderurgica in acciaio liquido o ferro ad alta purezza, il tutto in un unico passaggio. A differenza dei processi tradizionali, la nuova tecnologia, modulare e scalabile, permette di utilizzare minerali domestici finora inutilizzabili e scarti di miniera, ridurre il consumo energetico del 30%, abbattere le emissioni di CO₂ di almeno il 50% (fino al 98% con utilizzo di idrogeno green) e risultare compatibile anche con acciaierie di piccola scala.
Prossimo obiettivo: 500.000 tonnellate annue
Dopo il successo dell’impianto pilota, Hertha Metals si prepara ora ad avviare la produzione su scala industriale con una capacità annua di 500.000 tonnellate, equivalente a quella di una tipica microacciaieria statunitense. Un passo decisivo per portare sul mercato acciaio a basse emissioni e ad alta purezza, in modo competitivo e su scala commerciale.