Il vice primo ministro e ministro dell’Ambiente slovacco Tomás Taraba ha annunciato il lancio di un secondo ciclo di finanziamenti, dal valore complessivo di 150 milioni di euro, destinato alla decarbonizzazione dell’industria e interamente finanziato attraverso il Fondo per la Modernizzazione dell’Unione Europea. L’iniziativa mira a sostenere i produttori industriali negli investimenti in tecnologie avanzate, a incrementare l’efficienza energetica e a ridurre le emissioni di gas serra, contribuendo così anche a contenere i futuri costi legati alle quote di emissione.
Taraba ha sottolineato che le risorse provengono da fondi europei e non dal bilancio nazionale, definendo il bando «uno stimolo fondamentale per l’industria slovacca in un momento caratterizzato da un calo degli investimenti e da crescenti rischi occupazionali».
Requisiti e criteri di valutazione
I contributi sono destinati alle aziende industriali soggette al sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS), responsabili di circa il 90% delle emissioni industriali totali del Paese. Non sono previsti limiti minimi o massimi di finanziamento per singolo progetto.
Le domande saranno valutate principalmente in base al rapporto costo-efficacia per tonnellata di CO₂ ridotta e alla riduzione complessiva conseguita. Per essere ammissibili, i progetti dovranno garantire un risparmio minimo di 10.000 tonnellate di CO₂ equivalente rispetto alla media quinquennale delle emissioni verificate, consentendo l’esclusione di un solo anno “anomalo”.
Impatto climatico misurabile ed efficiente
Tra i costi ammissibili rientrano gli investimenti direttamente collegati all’attuazione dei progetti e sostenuti dopo la presentazione della domanda.
Il ministro Taraba ha dichiarato che il programma è concepito per privilegiare gli interventi ad alto impatto, assicurando che ogni euro investito generi la massima riduzione possibile delle emissioni, contribuendo al contempo alla competitività industriale e agli obiettivi ambientali nazionali.