Siglato l'accordo tra ArcelorMittal e Invitalia, lo Stato tornerà a gestire l'Ilva

venerdì, 11 dicembre 2020 11:48:13 (GMT+3)   |   Brescia
       

Torna lo Stato nella gestione dell'ex Ilva. Nella tarda serata di ieri 10 dicembre, ArcelorMittal e Invitalia hanno firmato l'accordo che consente all'agenzia controllata dal ministero dell'Economia di entrare nella compagine azionaria di AM InvestCo Italy, la società veicolo di ArcelorMittal che ha in gestione gli impianti.
Come spiegato sia da Invitalia sia da ArcelorMittal nei rispettivi comunicati, l'intesa prevede entro il 31 gennaio 2021 un aumento di capitale di AM InvestCo Italy per 400 milioni di euro, che darà a Invitalia il 50% dei diritti di voto della società. Per maggio 2022 è programmato un secondo aumento di capitale, che sarà sottoscritto fino a 680 milioni da parte di Invitalia e fino a 70 milioni da parte di ArcelorMittal e sarà dovuto al closing dell'acquisto da parte di AM InvestCo dei rami d'azienda Ilva. Questo sarà soggetto al soddisfacimento di varie condizioni sospensive: la modifica del piano ambientale esistente per tenere conto delle modifiche del nuovo piano industriale; la revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto e l'assenza di misure restrittive, nell'ambito dei procedimento penali in cui Ilva è imputata, nei confronti di AM InvestCo. A quel punto, la partecipazione di Invitalia in AM InvestCo raggiungerà il 60%.

La governance dell'azienda sarà condivisa: ci saranno tre consiglieri a testa nel CdA. All'inizio, lo Stato esprimerà il presidente della società e ArcelorMittal l'amministratore delegato. Con Invitalia al 60%, i ruoli si invertiranno: presidente al partner privato, ad allo Stato. Il coinvestimento dello Stato in ArcelorMittal era già stato previsto nell'accordo che a marzo, al Tribunale di Milano, avevano raggiunto con i legali ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria, che ha la proprietà degli impianti dati in fitto a Mittal.

Il nuovo piano, sul quale ora dovrà aprirsi la trattativa di merito col sindacato, prevede 8 milioni di tonnellate di produzione di acciaio entro il 2025, anno conclusivo del piano industriale. Nello stesso anno, l'occupazione dovrebbe tornare a quota 10.700 dipendenti, mentre negli anni precedenti ci sarà una lunga cassa integrazione che partirà già con 3.000 addetti il prossimo anno.
Il mix produttivo contempla il revamping dell'altoforno 5, l'altoforno 4 in funzione, un forno elettrico da 2,5 milioni di tonnellate all'anno e un impianto DRI. L'investimento è stato stimato dall'ad di Invitalia, Domenico Arcuri, in 2,1 miliardi di euro. 

Stefano Gennari


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