Siderurgia globale: la domanda di acciaio verde accelera gli investimenti a basse emissioni

martedì, 19 maggio 2026 11:28:22 (GMT+3)   |   Istanbul

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), le emissioni annue di gas serra legate all’energia a livello globale si attestano vicino a 40 GtCO2. Le emissioni complessive si collocano intorno a 52-55 GtCO2 l’anno. È quindi facile calcolare quanto rapidamente il budget di carbonio residuo sia destinato a esaurirsi.

Per quanto riguarda la siderurgia globale, secondo i dati del Rocky Mountain Institute (RMI) le emissioni annue di gas serra del settore si attestavano intorno a 3,13 GtCO2 nel 2020. Al netto dei limitati progressi ottenuti nella produzione di acciaio sul fronte dell’efficienza energetica e dell’utilizzo dei materiali, il dato resta sostanzialmente stabile in assenza di una rapida diffusione di tecnologie dirompenti a basse emissioni, quali H2-DRI, elettrolisi e sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS). Anche in questo caso, quindi, non è difficile stimare la velocità a cui il budget di carbonio residuo possa esaurirsi.

Scenari di riduzione delle emissioni

I calcoli dell’RMI indicano che, in assenza di una diffusione su larga scala delle tecnologie a basse emissioni, le emissioni annue della siderurgia globale potrebbero raggiungere 4,25 GtCO2 entro il 2050, in uno scenario di continuità rispetto alle tendenze attuali. Tra le principali leve di riduzione individuate figurano la gestione o il contenimento della domanda, con un potenziale taglio di 0,78 GtCO2, la decarbonizzazione dei processi di riduzione del minerale di ferro, per 1,93 GtCO2, e il ricorso a CCS o ad altre tecnologie, per ulteriori 1,23 GtCO2. Nel complesso, queste misure potrebbero portare le emissioni del settore vicino allo zero, a circa 0,25 GtCO2 entro il 2050.

Nel caso delle economie in via di sviluppo, come l’India, un contenimento della domanda appare tuttavia poco realistico nell’attuale fase, alla luce di una crescita annua stimata dell’8-10% almeno fino al 2035. Sul fronte del ferro verde, invece, nell’ambito del meccanismo CCTS, riduzioni progressive delle emissioni ottenute attraverso interventi di efficientamento e il graduale superamento dei processi basati sul carbone, tramite il passaggio ad altri combustibili, potrebbero diventare praticabili tra il 2035 e il 2040.

L’elettrolisi e altri processi di elettrificazione diretta potrebbero raggiungere una sostenibilità economica significativa grazie al forte calo dei costi dell’energia e alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili. I costi dei sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio restano tuttavia attualmente proibitivi, secondo fonti del settore. Nella siderurgia, infatti, risulta operativo un solo impianto di questo tipo in Medio Oriente. Per questo motivo, saranno necessari investimenti consistenti in ricerca e sviluppo, in particolare nelle tecnologie di cattura del carbonio post-combustione, per consentirne un’applicazione su più ampia scala.

Coalizione green

Secondo la First Movers Coalition (FMC), nei prossimi cinque anni sarà essenziale accelerare lo sviluppo di progetti siderurgici primari su scala commerciale e a emissioni prossime allo zero, fino al raggiungimento delle decisioni finali di investimento (FID). Questo passaggio sarà decisivo per indirizzare la siderurgia globale verso una traiettoria coerente con l’obiettivo di contenere il riscaldamento entro 1,5 gradi Celsius. Interventi mirati possono inoltre contribuire a creare condizioni economiche sostenibili per l’adozione di tecnologie siderurgiche innovative a emissioni prossime allo zero.

Secondo una ricerca dell’RMI, nell’Asia-Pacifico, esclusi Cina e India, la domanda di acciaio verde è destinata a superare i sei milioni di tonnellate entro il 2030, trainata soprattutto dal settore automotive, che dovrebbe assorbirne circa 3,3 milioni di tonnellate. I segnali provenienti dalla domanda restano un fattore determinante per orientare gli investimenti. In questo contesto, l’organizzazione non profit ha recentemente annunciato l’intenzione di lanciare nell’area Asia-Pacifico la Sustainable Steel Buyers Platform (SSBF), una piattaforma per gli acquirenti di acciaio sostenibile volta ad aggregare la domanda di prodotti a basse emissioni e a sostenere nuovi investimenti.

Gli acquirenti aderenti alla piattaforma SSBF potranno:

  • accedere in anticipo alle prime forniture di acciaio a basse emissioni;
  • acquisire informazioni di mercato sul grado di preparazione dei produttori e sui premi di prezzo applicati ai prodotti verdi;
  • assumere un ruolo di leadership nelle prime fasi di sviluppo della filiera dell’acciaio verde;
Il contesto indiano

In India, secondo le stime, entro il 2030 è già visibile una domanda di circa 25-27 milioni di tonnellate di acciaio a basse emissioni, riconducibile agli investimenti pubblici in conto capitale destinati alle infrastrutture. Alla luce degli obiettivi fissati dalle aziende e della crescente necessità di ridurre le emissioni Scope 3, tale domanda potrebbe rivelarsi persino superiore.

I quasi 80 produttori siderurgici che hanno ottenuto i certificati per l’acciaio verde dal Ministero dell’Acciaio punteranno a sfruttare il vantaggio competitivo dei primi operatori sul mercato e a ottenere un premio di prezzo sui propri prodotti, in vista dell’attesa entrata in vigore della politica governativa sugli acquisti pubblici verdi.


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