Sandrini (Assofermet): la decisione di ArcelorMittal su Ilva è definitiva, l'effetto sul mercato sarà dirompente

mercoledì, 06 novembre 2019 16:30:04 (GMT+3)   |   Brescia
       

I trend del mercato siderurgico globale e il loro impatto sul mercato italiano. Questo il titolo dell’intervento di Tommaso Sandrini, presidente del sindacato Acciai di Assofermet, nel corso di “New Horizons in Global Steel Markets”, la 14ª conferenza annuale organizzata da SteelOrbis che è in corso oggi a Istanbul. Sandrini ha premesso che è necessario un cambiamento di prospettiva per comprendere appieno lo scenario attuale, in quanto è la geopolitica – e non l’economia – che sta guidando le mosse dei principali attori. Il sistema commerciale globale, così come il mercato siderurgico, stanno vivendo un momento di profondo cambiamento dettato dalla deglobalizzazione e dallo scioglimento del WTO. Il presidente di Assofermet Acciai è convinto che la guerra commerciale e il protezionismo saranno considerati “la nuova normalità” e che il contesto operativo diverrà ancora più caotico. Attualmente l’Unione Europea non è in grado né di gestire questo nuovo scenario né di guidare il cambiamento, rimanendo un soggetto passivo. Al contrario, gli USA saranno i protagonisti del cambiamento, motivo per cui dovremmo osservare la situazione dalla loro prospettiva. Gli Stati Uniti stanno smantellando il WTO per due motivi: perché l’organizzazione non riesce più a conseguire i suoi obiettivi iniziali e per limitare l’ambizione e la crescita della Cina. La ragione per cui l’UE accetta che la fine del WTO sia puramente economica è che i suoi cittadini non sembrano più disposti a tollerare i costi sociali della globalizzazione. Sandrini ha dichiarato che i negoziati bilaterali prenderanno il posto degli accordi commerciali multilaterali. Trump ha già iniziato a negoziare faccia a faccia con i singoli stati, raccogliendo più risultati che nei confronti con più parti. Sandrini pensa inoltre che la guerra commerciale verrà usata dagli Stati Uniti come mezzo per minacciare il modello economico cinese, nonché quello tedesco. Questi attriti porteranno ad una notevole riduzione del campo del commercio globale, rendendo i mercati sempre più regionali. «Il mondo – ha sottolineato Sandrini – non è mai stato così competitivo come oggi, e la competitività si svilupperà su numerosi livelli (economico, normativo, fiscale, cibernetico, ecc.)». Nel breve termine ciò comporterà una recessione economica per tutti i principali paesi emergenti, mentre nel lungo termine potrebbero sorgere nuovi investimenti e opportunità creando vincitori e perdenti.

La domanda siderurgica europea sta vivendo un trend negativo di lunga durata e le acciaierie sono sotto pressione. Sandrini ha espresso l’opinione per cui la revisione del sistema di salvaguardia dell’UE non avrà alcuna influenza significativa sullo scenario attuale: il volume delle importazioni rimarrà stabile e la Turchia continuerà ad essere un partner privilegiato. Ciò secondo il presidente di Assofermet Acciai è dovuto al fatto che l'economia turca è molto più integrata con quella dell'UE di quanto si pensi comunemente. Inoltre, le strette relazioni tra Turchia e Germania continueranno a rappresentare un supporto al confronto tra Turchia e UE. Infine, nonostante le recenti tensioni con gli Stati Uniti, la Turchia rimarrà un alleato chiave sia degli Stati Uniti che dell'UE nella regione, svolgendo tra l’altro un ruolo fondamentale nella gestione del fenomeno migratorio in Europa. Sandrini ha voluto dare alcuni consigli ai player turchi dal proprio punto di vista di compratore. Secondo lui le acciaierie turche hanno l'opportunità di incrementare la qualità dei loro coils laminati a caldo, attualmente inferiore rispetto a quella proposta da competitor europei e non (India, Corea, Taiwan e Giappone). I player turchi dovrebbero essere in grado inoltre di reagire molto più rapidamente alle richieste del mercato e considerare l'Europa come “un secondo mercato domestico”, soprattutto nella gestione dei reclami dato che questo è il modo migliore per assicurare buone relazioni con la clientela. Parlando dell’import nell’UE, Sandrini ha dichiarato che il sistema di salvaguardia finora è stato efficace. «La questione che non viene mai sollevata durante conferenze di questo tipo e sulla quale vorrei porre l'accento è che allo stesso tempo abbiamo avuto una continua riduzione dell'export dell'UE» ha sottolineato Sandrini, aggiungendo che sarebbe utile indagare sui motivi per cui l'acciaio europeo non risulta competitivo sul mercato globale. Il saldo netto dell'UE con la Turchia è cambiato negli ultimi due anni, in quanto la Turchia che era tradizionalmente un importatore netto è ora un esportatore netto. Tuttavia, "è difficile separare trend permanenti da eventi specifici", ha ammesso Sandrini.

Il presidente di Assofermet Acciai ha voluto spendere qualche parola anche sulla situazione italiana attuale, secondo lui meno negativa di quella che viene comunemente percepita. I settori dell’automotive e degli elettrodomestici continuano effettivamente ad attraversare un periodo sfavorevole: la domanda quest’anno sarà inferiore a quella del 2018 e le previsioni per il 2020 sono ugualmente negative. Una ripresa permanente non potrà avvenire senza un consolidamento della tecnologia e senza un ambiente normativo stabile. I volumi di spedizione nell’industria in generale sono rimasti invece in linea con quelli dello scorso anno. Sandrini crede che in futuro saranno necessari forti cambiamenti nell’approccio all’acquisto. Si sta già assistendo a un accorciamento degli ordini e dei tempi di consegna, mentre diverse negoziazioni stanno sostituendo quella che un tempo era una singola trattativa. Inoltre, la mancanza di visibilità sta mettendo sotto pressione i venditori e le condizioni di mercato sono stabilite dagli acquirenti. Tutto ciò provoca una mancanza di fiducia negli scambi e fa sì che la domanda apparente sia molto inferiore alla domanda reale. A rendere ancora più complicato il quadro c’è la situazione legata all’Ilva: ArcelorMittal ha deciso di rescindere il contratto di locazione e acquisto dello stabilimento italiano, che a partire dal 4 dicembre opererà così come società indipendente. C’è già stata una riduzione ulteriore della produzione a Taranto con l’avvio dello spegnimento dell’AFO2, ha aggiunto Sandrini, secondo cui la decisione di ArcelorMittal è definitiva e non rientrerebbe in una strategia di rinegoziazione del contratto. Considerando il livello di ostilità delle istituzioni locali nei confronti dell’Ilva, il presidente di Assofermet Acciai non si aspetta alcuna soluzione definitiva in merito. «Qualsiasi sia il risultato, i recenti eventi riguardanti l’Ilva avranno un effetto dirompente sul mercato siderurgico italiano», ha concluso Sandrini.


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