Salvaguardia UE, la quota riservata ai prodotti lunghi turchi potrebbe esaurirsi a marzo

giovedì, 14 febbraio 2019 12:21:32 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Secondo quanto riportato dal quotidiano turco Dünya, la quota di 110.000 tonnellate di prodotti siderurgici (perlopiù acciai lunghi) fissata dalla salvaguardia UE nei confronti degli esportatori turchi, valida per i primi sei mesi, potrebbe esaurirsi già entro marzo. Per questo motivo, gli esportatori turchi prenderanno di mira le quote degli altri paesi. Le misure definitive della salvaguardia consentono infatti agli esportatori che esauriscono le loro quote di utilizzare quelle inutilizzate da altri paesi.

Parlando con il giornalista di BloombergHT Ceren Dilekçi, Uğur Dalbeler, direttore generale della società siderurgica turca Çolakoğlu Metalurji, ha dichiarato: “L’UE è il nostro mercato principale, ricopre una quota del 45% circa che si ridurrà al 35%. Esiste una grande opportunità per il tondo nell'UE, ma la perderemo completamente. La quota d’importazione applicata alla Turchia è inferiore a un decimo di quello che possiamo effettuare. La chiusura degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, i due principali mercati d’importazione di acciaio mondiali, influenza la nostra competitività all'interno di altri mercati export e ostacola i volumi e il valore potenziali delle nostre esportazioni. È improbabile che la Turchia raggiunga le esportazioni del 2018 nelle attuali circostanze”.

Il presidente dell’associazione degli esportatori turchi (CIB), Adnan Aslan, ha osservato che la quota sull’acciaio per cemento armato e sulla vergella, valida fino a luglio, si esaurirà entro marzo. Di conseguenza, secondo Aslan, anche se la Turchia potrebbe avere l’opportunità di utilizzare le quote di altri paesi dopo maggio, le perdite per l’industria turca non potranno essere recuperate.

Nell’articolo del quotidiano Dünya, Dalberer ha portato l'attenzione sui carichi di tondo non a norma che stanno facendo ingresso dall'Iran in Turchia. Dal momento che si tratta di materiale privo del certificato di qualità TSE, Dalbeler ritiene che, nonostante sia già in vigore un dazio del 10% sulle importazioni di acciaio iraniano, "sono necessarie nuove misure".


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