Rottame: dal 1° gennaio la Russia alzerà il dazio sulle esportazioni

martedì, 16 novembre 2021 18:53:42 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Le autorità russe hanno preso la decisione di aumentare il dazio sulle esportazioni di rottame ferrosi, con l'obiettivo di proteggere il mercato interno. Oggi, 16 novembre, è stato annunciato che il valore minimo della tassa sull'export sarà innalzato da 70 a 100 €/t, mentre l'aliquota del dazio rimarrà pari al 15%. Il regolamento richiederà un'ulteriore approvazione da parte del governo, tuttavia la maggior parte degli operatori di mercato lo considera già realtà. È possibile che esso venga corretto in base alla situazione dei prezzi del rottame a livello globale, motivo per cui le autorità russe si riuniranno nuovamente a metà dicembre. «Questa decisione consentirà una significativa riduzione delle esportazioni di rottame, poiché l'attuale tassa di 70 €/t non incoraggia il mantenimento del rottame all'interno del paese per ulteriori lavorazioni – ha affermato Vyacheslav Volodin, presidente del parlamento –. I rappresentanti dell'industria avevano proposto di aumentare il dazio a 120 €/t, ma credo che anche un dazio inferiore avrà l'effetto sperato». L'aumento della tassa sulle esportazioni sarà in vigore dal 1° gennaio 2022 fino al 30 giugno 2022.

Le argomentazioni dei fornitori di rottame in merito alle conseguenze negative di tale provvedimento non sono state prese in considerazione. In particolare, RUSLOM ritiene che il nuovo dazio rappresenterà sostanzialmente un divieto alle esportazioni di rottame dalla Russia tenuto conto degli elevati costi logistici e della situazione generale sul mercato.

Gli operatori di mercato in Turchia, che è la principale destinazione delle esportazioni di rottame dalla Russia, stanno cercando di valutare gli effetti della notizia sulle loro attività. «La Russia è una fonte importante e da essa provengono sia i carichi "deep sea" in partenza dalla regione baltica sia quelli "short sea" provenienti da Rostov. Sicuramente queste spedizioni saranno più impegnative ora e i venditori saranno molto più attenti ai prezzi», ha commentato un trader. Molti ritengono che qualora le esportazioni di rottame non saranno redditizie per i fornitori con sede in Russia durante alcuni periodi, essi sceglieranno di ridurre i volumi di raccolta per non aumentare l'offerta sul mercato locale, circostanza che comporterebbe naturalmente una riduzione dei prezzi d'acquisto delle acciaierie. Alcune fonti non si aspettano una diminuzione significativa delle esportazioni almeno fino a quando i prezzi rimarranno relativamente alti sul mercato globale. «Questa decisione [di aumentare il dazio] era ampiamente attesa dal mercato – ha affermato un trader –. Gli esportatori cercheranno di avere maggiore controllo dal lato della raccolta. Sicuramente però sarà difficile assistere a un aumento della disponibilità di materiale dalla Russia».

Nel periodo gennaio-settembre di quest'anno la Turchia ha importato 1,68 milioni di tonnellate di rottame dalla Russia, mentre il dato nel 2020 ha raggiunto i 2,35 milioni di tonnellate, secondo le statistiche doganali.


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