Secondo quanto riportato dai media locali, dopo l’insolvenza di Liberty Ostrava, acciaieria con sede nella Repubblica Ceca, un consorzio guidato dall'ex vice primo ministro del Paese, Martin Pecina, ha acquisito l’impianto per 3,01 miliardi di corone ceche (pari a 145,5 milioni di dollari). L’impianto opererà ora con il nuovo nome Nová Huť ed è in fase di preparazione un ampio programma di modernizzazione sostenuto da importanti investimenti di capitale.
Un nuovo avvio strategico per la siderurgia ceca
L’acquisizione segna l’inizio di un vasto processo di ristrutturazione finalizzato a stabilizzare le attività dell’impianto, ridurre i costi e garantirne la sostenibilità a lungo termine. La strategia prevede il consolidamento degli asset, una riallocazione della forza lavoro e il rinnovamento delle principali unità produttive, mentre le linee più datate o non essenziali potranno essere gradualmente dismesse.
Trasformazione acciaio verde
Elemento centrale del programma di investimenti è l’adozione di tecnologie avanzate e sostenibili dal punto di vista ambientale. I piani includono l’installazione di due forni elettrici ad arco (EAF) ibridi in sostituzione degli altiforni esistenti. Questi impianti consentiranno una produzione flessibile di acciaio basata su un mix di ghisa liquida, preridotto (DRI), preridotto brichettato (HBI) e rottame, con una riduzione significativa delle emissioni di carbonio.
In precedenza erano già stati stanziati 8,6 miliardi di corone ceche per questa transizione, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di oltre l’80% entro il 2027.
Entità e finanziamento degli investimenti
I nuovi proprietari intendono concentrare gli investimenti all’interno del perimetro produttivo esistente, evitando espansioni territoriali non necessarie e modernizzando invece le strutture attuali. Le spese complessive in conto capitale, incluse le riserve e i costi di finanziamento, sono stimate in oltre 3,3 miliardi di corone ceche (pari a 159,58 milioni di dollari) nella fase iniziale.