Regno Unito verso l'imposizione di misure ritorsive su acciaio e alluminio

mercoledì, 09 dicembre 2020 18:15:32 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Il governo britannico ha annunciato quale sarà il suo approccio rispetto ai conflitti commerciali tra l'UE e gli Stati Uniti e, in particolare, riguardo ai dazi sull'acciaio e sull'alluminio. In risposta alla Section 232 statunitense, il governo d’oltremanica adotterà misure di ritorsione imponendo a sua volta dazi su acciaio e alluminio per difendere l'industria siderurgica britannica nel post Brexit. Le tariffe entreranno in vigore il 1° gennaio 2021. 

Tuttavia, allo scopo di persuadere la Casa Bianca a rimuovere alcuni pesanti dazi in vigore, il governo britannico ha annunciato la sospensione dei dazi sulle importazioni dagli USA di vari prodotti. Il segretario di Stato per il commercio internazionale Liz Truss ha sottolineato che il Regno Unito è «una nazione indipendente» e ha annunciato il piano di abbandonare la politica europea di imporre dazi per un valore di miliardi di dollari sulle importazioni dagli Stati Uniti. Lo scorso anno, l'Organizzazione mondiale del commercio aveva concesso agli Stati Uniti di imporre tariffe sull'importazione di beni europei per un valore di oltre 7,5 miliardi di dollari, dopo che l'UE era stata accusata di aver finanziato illecitamente l'azienda aeronautica Airbus, a svantaggio della statunitense Boeing. Come forma di ritorsione, l'amministrazione Trump aveva imposto pesanti dazi su un vasto catalogo di prodotti europei, dai formaggi francesi ai whisky scozzesi, ma a sua volta l'Unione europea aveva risposto con pesanti tariffe sull'importazione di prodotti aeronautici, strumenti per le costruzioni e prodotti agricoli dagli Stati Uniti. Il Regno Unito sospenderà però le tasse sull'importazione di beni statunitensi, al fine di ridurre l'escalation del conflitto con gli Stati Uniti. «Stiamo dimostrando agli Stati Uniti – ha affermato Liz Truss – che siamo seriamente intenzionati a porre fine a queste controversie che non avvantaggiano nessuno dei due paesi», per arrivare a un accordo che, invece, «approfondisca le nostre relazioni commerciali». 


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