Polonia: ArcelorMittal sospende la produzione dell’AFO 3, pesano le condizioni del mercato

venerdì, 25 luglio 2025 16:12:44 (GMT+3)   |   Istanbul

ArcelorMittal Poland, la filiale polacca del gigante siderurgico ArcelorMittal, ha annunciato la temporanea sospensione dell’alfoforno (AFO) n.3 presso il suo stabilimento di Dąbrowa Górnicza. La decisione è giunta dopo aver preso atto delle condizioni di mercato in rapido peggioramento e di un calo della redditività.

Alla base di questa decisione la società ha citato una combinazione di aumento dei prezzi dell’energia, costi crescenti legati alla produzione a carbone nell’ambito del sistema europeo delle quote ETS (Emissions Trading System) e la mancanza di misure di protezione commerciale adeguate. La pressione crescente ha generato un flusso in entrata di acciaio importato a basso costo, che ha eroso ulteriormente i margini rendendo le operazioni con due altiforni economicamente insostenibili.

Le importazioni di acciaio aumentano e i margini si assottigliano

Stando ai dati della Camera di Commercio e Industria della Polonia, le importazioni rappresentano l’80% del consumo apparente di acciaio del Paese. Nel segmento dei piani, il dato sale al 95%.

In particolare, sono stati rilevati aumenti significativi delle importazioni di prodotti piani in acciaio da Ucraina e Serbia, ma anche Indonesia, Arabia Saudita e Taiwan sono emersi come esportatori considerevoli verso la Polonia.

Inizia il processo di spegnimento, attesa chiusura a settembre

ArcelorMittal Poland ha quindi iniziato i lavori di preparazione alla sospensione pianificata delle attività, che richiederà diverse settimane per essere completata. Lo spegnimento dell’AFO 3 dovrebbe concludersi a settembre 2025, anche se la società ha sottolineato che continuerà a monitorare da vicino le dinamiche del mercato per determinare una potenziale data di ripartenza.

Attualmente sono due gli altiforni in attività presso l’impianto di Dąbrowa Górnicza. È interessante notare che l’AFO 3 era già stato temporaneamente spento a ottobre del 2022 in un contesto economico simile a quello attuale, mentre a gennaio 2023 la produzione era ripartita con il miglioramento delle condizioni di mercato.


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