Il Parlamento Europeo ha annunciato di aver approvato la riforma del Meccanismo di Aggiustamento del Carbonio alla Frontiera (CBAM), introducendo un quadro semplificato volto ad agevolare la conformità per i piccoli importatori.
È stato sottolineato come la riforma contribuisca a sostenere la competitività, garantendo al contempo una transizione giusta per le industrie dell’UE e mantenendo gli obiettivi di neutralità climatica al 2050.
Riforma principale: nuova soglia di esenzione per le importazioni
La novità centrale riguarda l’introduzione di una soglia minima di massa («de minimis»).
Le importazioni fino a 50 tonnellate per importatore all’anno saranno ora esentate dagli obblighi CBAM. Tale esenzione coprirà circa il 90% degli importatori, in particolare PMI e operatori individuali che movimentano volumi ridotti.
Elemento cruciale è che la riforma preserva l’integrità climatica: il 99% delle emissioni derivanti dalle importazioni di ferro, acciaio, alluminio, cemento e fertilizzanti resterà comunque coperto dal CBAM.
Semplificazione delle regole CBAM
Per gli importatori ancora soggetti al meccanismo, la nuova normativa introduce semplificazioni in diversi ambiti:
• processo di autorizzazione reso più snello e accessibile;
• calcolo delle emissioni chiarito e standardizzato;
• procedure di verifica semplificate per gli obblighi di rendicontazione;
• responsabilità finanziaria resa più trasparente per i dichiaranti CBAM.
Queste misure mirano a ridurre gli oneri amministrativi, rispondendo alle preoccupazioni sollevate dalle imprese, senza compromettere l’efficacia dello strumento.
Misure anti-abuso
Il CBAM riformato prevede inoltre controlli più rigorosi contro le pratiche elusive, al fine di impedire che la nuova soglia venga sfruttata per aggirare gli obblighi di conformità.