Secondo quanto riportato dai media locali, con un nuovo decreto firmato dalla presidente Claudia Sheinbaum il Messico ha introdotto dazi dal 10 al 50% su 1.371 prodotti di vari settori, tra cui l’automotive e il siderurgico, per quei Paesi con cui non vige un accordo commerciale.
Il decreto avrà effetto a partire da 30 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (DOF). Dopodiché, rimarrà in essere fino al 31 dicembre 2026.
Con l’aumento dei dazi fino al 50% si ha l’obiettivo di rafforzare le imprese nazionali, proteggere l’occupazione e promuovere una concorrenza più equa.
Secondo la presidente Sheinbaum, la riforma punta a:
- Proteggere le imprese nazionali in un momento di vulnerabilità.
- Generare concorrenza equa riducendo pratiche distorsive esterne.
- Rafforzare l’occupazione assicurando posti di lavoro stabili e adeguatamente remunerati.
- Supportare lo sviluppo regionale e sostenibile.
La motivazione alla base di questo decreto è che anni di affidamento sulle catene di approvvigionamento globali hanno indebolito la base produttiva messicana, la quale si è trovata vulnerabile a shock esterni. Il decreto sottolinea inoltre che la liberalizzazione del commercio, seppur ampliando i mercati, non si è sempre tradotta in un miglioramento delle tecnologie né in una quota più elevata di prodotti nazionali per le esportazioni. Di conseguenza il governo vorrebbe riportare la produzione in Messico, rafforzando le catene di approvvigionamento nazionali e assicurando ai lavoratori messicani un ruolo più significativo nello sviluppo industriale del Paese.