In un tentativo di rafforzare la competitività dell’industria siderurgica dell’Unione Europea, la Commissione UE ha annunciato l’avvio di un processo di consultazione con l’obiettivo di delineare la prossima fase delle misure di salvaguardia. A tal proposito, tutti i portatori di interesse potranno apportare i propri suggerimenti fino al 15 agosto.
L’esito delle consultazioni confluirà nella formulazione di misure di salvaguardia alternative a quelle attuali, che scadranno il 30 giugno 2026.
Sulla diversione commerciale e la distorsione dei mercati
Il prossimo quadro normativo prevede di dedicarsi alla soluzione di diverse difficoltà strutturali, tra cui:
- I dazi USA sull’acciaio al 50%, che causano rischio di diversione commerciale;
- Un eccesso di capacità globale al massimo storico, che mina la redditività dei produttori europei;
- Importazioni in dumping che danneggiano la concorrenza leale e gli equilibri di mercato.
Tutti questi elementi sono stati citati anche nel Piano d’azione UE per l’Acciaio e i Metalli adottato a marzo 2025, in cui si sottolinea l’urgenza di adottare strategie proattive di difesa commerciale.
Contesto: la salvaguarda dal 2019 in poi
Le misure di difesa commerciale dell’Unione Europea, originariamente introdotte nel 2019, erano state delineate per contrastare l’aumento delle importazioni e prevenire la diversione commerciale. A seguito delle richieste di diversi Stati membri, a giugno del 2024 la Commissione Europea le ha estese per altri due anni.
Le evidenze presentate all’epoca hanno infatti confermato il ruolo chiave delle misure nella prevenzione di pregiudizi gravi al settore siderurgico europeo.
Siderurgia, settore strategico e cuore dell’industria UE
La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha sottolineato la crucialità dell’industria siderurgica, pilastro della manifattura europea.
«Il settore siderurgico ha un’importanza strategica per l’economia dell’Unione Europea», ha dichiarato Maroš Šefčovič, Commissario europeo per il Commercio e la sicurezza economica. «È quindi dovere della Commissione supportarlo e, se necessario, proteggerlo. Continueremo – sia ora che in futuro – a lottare per contrastare gli effetti delle pratiche commerciali sleali al fine di salvaguardare la forza industriale dell’Europa».