Lucchini RS, 2018 in utile nonostante un lieve calo della marginalità

martedì, 04 giugno 2019 17:13:13 (GMT+3)   |   Brescia
       

La Lucchini RS Spa di Lovere ha chiuso il 2018 con un utile netto consolidato di 29,3 milioni di euro, in lieve aumento rispetto ai 28,6 dell'anno precedente. I ricavi netti allo stesso tempo sono ammontati a 444,4 milioni di euro, facendo registrare una crescita dell'8%.

Risultati più che positivi per il gruppo guidato da Giuseppe Lucchini, nonostante la ripresa dei prezzi d'acquisto dei principali fattori produttivi (rottame, ferroleghe, elettrodi e metano) abbia influenzato negativamente la marginalità. L'EBITDA è infatti sceso al 57,6%, contro il 60,9% dell'esercizio precedente. L'utile, si legge nel comunicato diffuso da Lucchini, «ha permesso al gruppo di finanziare gli investimenti fatti in impianti e partecipazioni realizzati nell'esercizio, mantenendo un livello di indebitamento estremamente basso, pari a circa un quinto del patrimonio netto contabile». Gli investimenti nell'esercizio 2018 sono ammontati a circa 33 milioni di euro.

È stato positivo l'andamento della maggior parte delle controllate del gruppo. Hanno registrato un risultato netto positivo Lucchini Unipart Rail (joint venture inglese con Unipart Rail), Lucchini Sweden, Lucchini Poland, Lucchini Central Europe, Lucchini Tool Steel e la collegata cinese Zhibo Lucchini Railway Equipment. Risultato in sostanziale break-even per Lucchini Poland e Lucchini North America. In perdita, invece, la controllata belga LBX, Lucchini South Africa (a causa dei costi di avviamento) e Lucchini Mamé Forge: controllata al 100% dallo scorso anno, l'azienda ha sofferto della sovraccapacità a livello nazionale e mondiale che caratterizza il settore dei prodotti in acciaio forgiato. «La competizione sui prezzi e di conseguenza i margini del settore in cui opera la filiale si sono perciò molto contratti» ha spiegato Lucchini RS.

Il fatturato estero del gruppo è stato pari al 79% di quello complessivo. 

Stefano Gennari


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