Liberty Steel mette in vendita Stocksbridge e altri impianti nel Regno Unito

lunedì, 24 maggio 2021 16:04:14 (GMT+3)   |   Brescia
       

Liberty Steel è alla ricerca di un acquirente per le attività siderurgiche e aerospaziali a Stocksbridge nel Regno Unito. Lo hanno riferito oggi i media locali, spiegando che le cessioni rientrano nei piani di un'importante ristrutturazione del gruppo. 

L'azienda ha avviato anche un processo di vendita formale per Liberty Pressing Solutions a Coventry e per Liberty Aluminium Technologies, che ha sedi a Witham e a Kidderminster.

Liberty punta inoltre a vendere i propri impianti di produzione a Brinsworth, nel South Yorkshire, e a West Bromwich. Nel complesso, gli impianti in vendita danno lavoro a circa 1.500 persone.

Le cessioni fanno parte di un'importante ristrutturazione resasi necessaria a seguito del crac di Greensill Capital lo scorso marzo. Quando la società di finanziamento è entrata in amministrazione, i suoi avvocati hanno rivelato che GFG Alliance, società madre di Liberty, aveva un'esposizione di circa 5 miliardi di dollari (3,5 miliardi di sterline) verso Greensill Capital. 

Liberty Steel è il terzo più grande produttore di acciaio del Regno Unito e dà lavoro a quasi 2.000 lavoratori presso gli stabilimenti di Rotherham, Stocksbridge e Scunthorpe e a 5.000 lavoratori nei suoi dodici stabilimenti britannici. 

Il National Trade Union Steel Coordinating Committee ha dichiarato che «Stocksbridge e gli impianti a valle sono attività strategicamente importanti e vitali per i settori della difesa, dell'energia e dell'aerospaziale del nostro paese. Il futuro di queste attività deve essere assicurato e i sindacati spingeranno affinché Sanjeev Gupta – proprietario di GFG – faccia fede alla sua promessa che nessuna delle nostre acciaierie chiuderà sotto i suoi occhi». Secondo il sindacato, «Liberty deve agire come un venditore responsabile e gestire un processo di vendita trasparente che coinvolga pienamente i sindacati».

Come riportato da SteelOrbis alla fine della scorsa settimana, l'impianto italiano della Magona, di proprietà del gruppo Liberty, rischia di fermarsi a causa della mancanza di materie prime. 


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