La Commissione europea ha annunciato un aggiornamento dei valori di riferimento (benchmark) nell’ambito del sistema di scambio delle emissioni dell’Unione europea (UE ETS) per il periodo 2026-2030.
La proposta dovrebbe essere formalmente implementata entro la fine di giugno, dopo una consultazione pubblica di quattro settimane e la revisione da parte degli Stati membri all’interno del Climate change committee.
Obiettivo: sostenere competitività e decarbonizzazione
Secondo la Commissione, la revisione della metodologia è volta a sostenere sia la competitività industriale sia la decarbonizzazione, rafforzando al contempo stabilità e prevedibilità del mercato europeo del carbonio. La Commissione ha inoltre sottolineato che il nuovo quadro dovrebbe essere attuato il prima possibile per supportare i settori maggiormente interessati dalla transizione.
È stato inoltre confermato che la revisione più ampia del sistema UE ETS prevista per luglio 2026 valuterà se quest’ultimo sia ancora adeguato a sostenere la transizione industriale europea, esaminando l’efficacia nel bilanciare gli obiettivi climatici con la competitività dell’industria.
Incluse le emissioni indirette da elettricità
Nella metodologia aggiornata, le emissioni indirette legate al consumo di elettricità continueranno a essere incluse in 14 benchmark di prodotto.
Secondo la Commissione, questo adeguamento è finalizzato a sostenere i processi di elettrificazione industriale e comporta valori di riferimento più elevati. L’impatto finanziario complessivo della misura è stimato in circa 4 miliardi di euro nel periodo 2026-2030.
Centrale il sistema di assegnazione gratuita
L’aggiornamento dei benchmark ha un ruolo chiave nella determinazione del volume di quote di emissione gratuite assegnate ai produttori industriali. Secondo la Commissione, i valori proposti consentiranno alle imprese di continuare a ricevere gratuitamente quote che coprono circa il 75% delle emissioni in media.
I benchmark rivisti si basano sui dati di efficienza delle emissioni di gas serra forniti dagli impianti per gli anni 2021 e 2022. La metodologia di calcolo tiene conto delle prestazioni del 10% degli impianti più efficienti in ciascun settore industriale. Nell’ambito dell’UE ETS, le aziende che superano i livelli di riferimento devono acquistare quote aggiuntive, mentre gli impianti più efficienti beneficiano di maggiori assegnazioni gratuite.
Revisione delle definizioni per il settore siderurgico
Tra le principali modifiche figurano aggiornamenti delle definizioni dei prodotti. Il benchmark relativo al minerale sinterizzato è stato esteso per includere anche altri prodotti di minerale di ferro agglomerato, mentre l’idrogeno prodotto tramite elettrolisi dell’acqua è stato incluso nel benchmark relativo a idrogeno e ammoniaca.
Un cambiamento rilevante per il settore dell’acciaio riguarda il benchmark per il metallo fuso. Il Regolamento UE 2024/873 ne ha infatti ampliato la definizione includendo anche la produzione di acciaio tramite tecnologie di riduzione diretta. Tuttavia, la Commissione ha chiarito che la produzione basata sulla riduzione diretta inclusa in questo benchmark non verrà considerata nel calcolo dell’efficienza media delle emissioni di gas serra per la definizione dei nuovi valori di riferimento per il periodo 2026-2030.
Nell’ambito della prossima revisione sistema ETS, la Commissione prevede inoltre di introdurre benchmark alternativi specifici per settore, in risposta alle richieste dell’industria. Tali parametri saranno sviluppati attraverso metodologie dedicate e adeguate alle caratteristiche dei singoli comparti industriali.