La Commissione Europea e IndustriAll reagiscono alle tariffe statunitensi

mercoledì, 12 febbraio 2025 15:19:02 (GMT+3)   |   Istanbul

La Commissione Europea e la federazione sindacale europea IndustriAll hanno reagito alla decisione degli Stati Uniti di imporre dazi del 25% su tutte le importazioni di acciaio e alluminio.

Ursula von der Leyen, presidente della CE, si è detta profondamente dispiaciuta per la decisione degli Stati Uniti di introdurre tariffe sull’acciaio e l’alluminio dell’Unione Europea, poiché avranno conseguenze negative sia per i consumatori che per le imprese. Von der Leyen ha inoltre dichiarato che questa decisione ingiustificata porterà a necessarie contromisure, e che l’UE risponderà di conseguenza per proteggere i propri interessi, i propri lavoratori, le proprie imprese e i propri consumatori.

IndustriAll, dal canto suo, ha evidenziato come la siderurgia europea stia attraversando un momento di forte pressione: gli stabilimenti vengono chiusi, la produzione è ridotta e sono stati tagliati i posti di lavoro. Inoltre – ha dichiarato la federazione – le industrie siderurgiche e dell’alluminio sono la spina dorsale di aree strategiche come l’energia e la difesa; l’Unione Europea dovrebbe quindi pareggiare le condizioni per i produttori nazionali contro la minaccia dell’eccesso di capacità globale e di un aumento del conflitto commerciale.

Si prevede, infatti, che l’overcapacity globale raggiungerà i 630 milioni di tonnellate entro il 2026, ovvero cinque volte la produzione di acciaio grezzo dell’UE del 2023. In quest’ottica, IndustriAll ha esortato l’Unione Europea a rafforzare le proprie misure di difesa commerciale e ad applicarle assertivamente nel breve termine, al fine di prevenirne l’elusione e di evitare l’attuazione di pratiche commerciali sleali. Per quanto riguarda la visione a lungo termine, la federazione ritiene che l’UE necessiti di soluzioni strutturali per eliminare l’impatto del peggioramento dell’overcapacity, come la sostituzione delle attuali misure di salvaguardia – che scadranno nel 2026 – con un regime dei dazi più solido nel rispetto delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.


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