Nella serata di ieri, 29 luglio 2025, Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria (AdI in AS) ha diffuso una nota in cui evidenzia come l’utilizzo di una nave rigassificatrice per lo stabilimento di Taranto dipenda strettamente dalla configurazione produttiva che verrà scelta per il futuro dell’impianto.
La cosiddetta Opzione A, che prevede la riconversione “verde” del sito produttivo, richiederà un considerevole fabbisogno di gas naturale per alimentare i 3 forni elettrici, i 4 impianti di riduzione diretta e i 4 impianti per la cattura della CO₂ inclusi nel piano, oltre agli impianti preesistenti che continueranno a operare parzialmente. Secondo le stime di AdI in AS, il fabbisogno complessivo ammonterebbe a 5,1 miliardi di metri cubi di gas l’anno, mentre l’attuale rete di distribuzione, come dichiarato da SNAM, può garantirne solo 2 miliardi. Per colmare il divario, si valuta quindi l’ipotesi di ricorrere a una nave rigassificatrice.
Nel frattempo, il contesto politico locale si è complicato a seguito delle dimissioni del sindaco di Taranto Piero Bitetti, annunciate il 30 luglio in concomitanza con le polemiche sull’ex Ilva. La decisione arriva alla vigilia dell’assemblea pubblica convocata oggi con la Regione Puglia e le istituzioni locali per discutere i prossimi passi del piano di decarbonizzazione, ora reso ancor più urgente.
Il dato è in linea con quanto dichiarato dal Prof. Carlo Mapelli, già membro del CdA di AdI, secondo il quale il fabbisogno per la produzione di 10 milioni di tonnellate annue di preridotto (DRI) sarebbe pari a 2,7 miliardi di metri cubi di gas, ai quali si aggiungono «i poco più di 2 BSmc/anno per i forni elettrici», arrivando così a 4,7 BSmc/anno, già oltre le capacità attuali dichiarate da SNAM. Se si considera anche il consumo degli impianti esistenti e di quelli per la cattura della CO₂, si raggiunge il valore complessivo indicato da AdI.
Come già riportato da SteelOrbis il 4 luglio scorso, il progetto del rigassificatore si conferma quindi un elemento imprescindibile per l’avvio della strategia di decarbonizzazione e per il rilancio dello stabilimento tarantino. Acciaierie d’Italia in AS ha infine ribadito la disponibilità al dialogo con tutte le parti interessate, nel segno della trasparenza e sulla base di dati solidi e verificabili.