IREPAS, trader: tensioni geopolitiche e aumento dei costi alterano i flussi commerciali dell’acciaio

martedì, 28 aprile 2026 19:43:07 (GMT+3)   |   Istanbul

Intervenendo nel corso della tavola rotonda dell’ultima giornata della SteelOrbis 2026 Spring Conference & 94th IREPAS Meeting, svoltasi ad Amsterdam dal 26 al 28 aprile, Wilhelm Alff, direttore di Duferco Deutschland e presidente del comitato dei trader, ha condiviso la valutazione del comitato sulle attuali condizioni di mercato, evidenziando l’indebolimento della domanda, le pressioni normative e l’aumento dei rischi geopolitici.

Secondo il comitato, la produzione di acciaio grezzo in Cina ha raggiunto circa 960 milioni di tonnellate nel 2025, mentre i dati relativi al primo trimestre 2026 indicano che l’output potrebbe registrare un ulteriore calo o, nella migliore delle ipotesi, rimanere stabile, senza chiari segnali di crescita. In Cina, la flessione più marcata è stata osservata nel segmento del tondo, dove la produzione è diminuita del 12%, riflettendo la persistente debolezza del settore delle costruzioni. L’unico miglioramento registrato nel Paese riguarda l’aumento di oltre il 10% delle scorte di minerale di ferro, dovuto principalmente ad attività di accumulo strategico, evidenziando il divario tra il posizionamento sulle materie prime e la debole domanda finale.

Questa debolezza della domanda risulta particolarmente evidente in Europa, dove le prospettive economiche complessive restano negative. La spesa pubblica viene sempre più indirizzata verso difesa e sostegno sociale, piuttosto che verso le infrastrutture, in particolare in Germania, limitando il potenziale di ripresa del consumo di acciaio. Il comitato ha inoltre sottolineato che la capacità produttiva esistente nell’UE continua a superare la domanda, rilevando come anche fermi produttivi prolungati da parte di importanti produttori abbiano avuto un impatto poco visibile sul mercato.

CBAM e misure di salvaguardia aumentano la pressione sul commercio

Una delle principali preoccupazioni per i trader resta l’attuazione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’UE. Il presidente del comitato ha sottolineato che, nell’attuale contesto, agli operatori viene consigliato di utilizzare i valori predefiniti delle emissioni nel calcolo dei costi legati al CBAM al fine di evitare rischi, sebbene tale approccio aumenti l’esposizione ai costi. L’incertezza sui metodi di calcolo e sulle procedure di verifica continua a complicare le transazioni, rendendo essenziale il coinvolgimento dei produttori e una chiara definizione dei termini contrattuali.

Inoltre, le recenti modifiche al sistema di salvaguardia dell’UE hanno aggiunto ulteriori pressioni. Le quote sono state ridotte di quasi il 50%, mentre i dazi fuori quota potrebbero salire fino al 50%. Gli operatori hanno inoltre evidenziato la rigidità del sistema delle quote specifiche per Paese, che non viene adeguato nemmeno quando alcuni fornitori restano inattivi per periodi prolungati. Questo fa sì che una parte dei contingenti resti di fatto inutilizzata, contribuendo a ridurre ulteriormente la disponibilità di materiale e penalizzando acquirenti e utilizzatori finali europei.

Le tensioni geopolitiche interrompono le catene di fornitura e spingono i costi al rialzo

In questo contesto, i trader hanno evidenziato anche il crescente impatto delle tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente. Secondo Alff, l’escalation delle tensioni ha irrigidito le catene di approvvigionamento delle materie prime e spinto i costi al rialzo, rallentando in modo significativo l’attività commerciale. Le acciaierie fanno sempre più affidamento su strategie di approvvigionamento di breve termine e carichi opportunistici, mentre i costi aggiuntivi per il trasporto via terra delle billette dai porti omaniti sono stimati intorno a 40 $/t. La forte congestione portuale complica ulteriormente i flussi commerciali, rendendo l’esecuzione delle operazioni sempre più difficile.

Nonostante queste criticità, il comitato ritiene che l’attuale situazione venga ancora interpretata come temporanea e non strutturale. Tuttavia, i vincoli logistici, soprattutto lungo le principali rotte marittime, continuano a limitare la movimentazione dei carichi e ad aumentare l’incertezza sul commercio globale.

Flussi commerciali in evoluzione e prospettive incerte

Commentando l’andamento dei flussi commerciali globali, Alff ha osservato che gli esportatori dovranno probabilmente affrontare crescenti difficoltà nell’accesso ai mercati tradizionali. L’inasprimento delle quote UE e il crescente protezionismo stanno spingendo i fornitori a cercare destinazioni alternative, anche se le opzioni si stanno progressivamente riducendo con l’introduzione di barriere commerciali analoghe da parte di un numero crescente di Paesi. L’Africa dovrebbe restare un mercato chiave di crescita nel medio termine, sostenuta dall’aumento delle importazioni dall’Asia, in particolare dalla Cina, sebbene l’espansione della capacità produttiva locale e possibili misure protezionistiche potrebbero gradualmente rallentare questa tendenza.

Per quanto riguarda la Cina, il comitato si attende che le esportazioni di semilavorati si mantengano su livelli elevati, ma sotto un controllo più stretto, poiché le autorità cinesi tenderanno probabilmente a gestire i flussi commerciali in modo più attivo per evitare una nuova impennata. Sebbene la crisi in corso nella regione del Golfo possa sostenere la domanda di materiale cinese, il suo impatto dipenderà in larga misura dalle condizioni logistiche e dalla possibilità di movimentare i carichi in modo efficiente.

Guardando ad altre regioni, le condizioni di mercato negli Stati Uniti e in America Latina sono state descritte come relativamente stabili, con gli Stati Uniti sostenuti da una domanda solida legata ai progetti infrastrutturali pubblici.

Nel complesso, il comitato dei trader ha sottolineato che il mercato siderurgico globale sta entrando in una fase di maggiore incertezza, condizionata dalla debolezza della domanda nelle principali regioni, dai cambiamenti normativi e dai rischi geopolitici. In tale contesto, Alff ha concluso che risulta estremamente difficile prevedere l’andamento dei prezzi, evidenziando la necessità per gli operatori di monitorare costantemente gli sviluppi e adeguare di conseguenza le proprie strategie.


Articolo precedente

IREPAS, fornitori di materie prime: offerta ridotta, la geopolitica ridefinisce il mercato globale del rottame

28 apr | Notizie

IREPAS, produttori: settore siderurgico globale sotto pressione tra costi elevati e crescita debole

28 apr | Notizie

IREPAS, John Atherton: costi e scarsità di idrogeno frenano la corsa all’acciaio verde

27 apr | Notizie

IREPAS, fornitori di materie prime: il clima di incertezza rende «disastrose» le condizioni del commercio globale

30 set | Notizie

IREPAS, trader: le misure protezionistiche continueranno

30 set | Notizie

Dottor Heinz-Jürgen Büchner: la crescita del settore edilizio sosterrà la domanda di acciaio

29 set | Notizie

Presidente IREPAS: i mercati sono travolti dalla spirale dei dazi

28 apr | Notizie

Turchia, Arthur D. Little: investimenti nei riciclatori di rottami in Africa e Medio Oriente per garantire la fornitura ...

03 dic | Notizie

Kazuo Mike Fujisawa: prospettive economiche globali cautamente ottimistiche per il 2025 nonostante gli alti tassi di ...

03 dic | Notizie

Uğur Dalbeler: Dobbiamo concentrarci sul miglioramento della situazione attuale in termini di decarbonizzazione

03 dic | Notizie