Intervenuto durante la tavola rotonda conclusiva della SteelOrbis 2025 Fall Conference & 93rd IREPAS Meeting, tenutasi a Monaco di Baviera dal 28 al 30 settembre, F.D. Baysal di Seba International, in qualità di presidente del comitato dei trader, ha tracciato un ampio quadro della situazione attuale del mercato siderurgico globale. Nel suo intervento, ha affrontato diversi temi chiave, dalle dinamiche del commercio internazionale ai costi di produzione, passando per le ricadute delle politiche ambientali e protezionistiche.
Baysal ha aperto il suo intervento sottolineando come, rispetto al 2023, sia la produzione che le esportazioni di acciaio dalla Cina siano aumentate, con queste ultime cresciute a un ritmo sensibilmente più rapido. Ha inoltre chiarito che, al momento, non si prevedono tagli alla produzione nel Paese asiatico e che i livelli delle scorte interne restano su valori normali. Rispondendo a una domanda sulle reazioni cinesi alle crescenti barriere commerciali, ha spiegato che diversi produttori stanno già investendo in impianti all'estero, in particolare in Africa e Sud America, per aggirare i limiti imposti.
Passando alla Turchia, Baysal ha evidenziato come l’alto costo dell’energia rappresenti una delle principali sfide per le acciaierie locali. In risposta, ha aggiunto, i produttori stanno investendo in fonti rinnovabili, come il solare, sia per ridurre i costi che per allinearsi alle normative del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Sul fronte europeo, ha osservato che non esistono ancora piani concreti per un allentamento dei requisiti della transizione ecologica. Sebbene non siano da escludere dei ritardi nell’applicazione, secondo Baysal il CBAM sarà inevitabilmente attuato, ma occorrerà ancora molto lavoro per definire benchmark chiari, sia per gli impianti europei che per quelli extra-UE. In ogni caso, ha aggiunto, molti produttori europei stanno già convertendo gli altiforni in forni ad arco elettrico e investendo in energia solare, nel tentativo di contenere i costi e soddisfare i futuri obiettivi in materia di emissioni.
Sul tema delle misure protezionistiche, Baysal ha ricordato come i dazi imposti durante l’amministrazione Trump – in alcuni casi fino al 75-100% – abbiano praticamente bloccato le importazioni di acciaio negli Stati Uniti. Anche Canada e Messico hanno adottato forti misure di tutela, rendendo il mercato nordamericano tra i più chiusi al mondo. Secondo Baysal, il protezionismo continuerà a condizionare il settore anche nel prossimo futuro, con la probabile introduzione di nuove barriere nei confronti dell’acciaio asiatico a basso costo. Tuttavia, ha sottolineato che, nonostante il contesto attuale vada in senso contrario, il libero scambio resta la soluzione preferibile per l'equilibrio del mercato globale.
Spostandosi sull’analisi dei prezzi, Baysal ha segnalato che il differenziale attuale tra il prezzo del tondo e quello del rottame si attesta attorno ai 200 $/t, o poco meno, indicando una possibile futura regressione del prezzo del rottame. Ha inoltre confrontato i costi di produzione tra tecnologie: secondo i suoi dati, gli altiforni mantengono oggi un vantaggio economico di circa 25 $/t rispetto ai forni elettrici ad arco, il cui funzionamento è fortemente legato ai prezzi dell'elettricità – generalmente più contenuti in Paesi come gli Stati Uniti.
Infine, ha affrontato il tema dei costi di trasporto. Le tariffe per il trasporto container, ha ricordato Baysal, sono calate significativamente rispetto ai picchi post-Covid, passando da circa 4.000 dollari a 1.200 dollari. Una discesa che, secondo lui, ha ormai raggiunto il proprio fondo: non sono attesi ulteriori cali.