IREPAS, trader: i prezzi dell'acciaio rimarranno alti almeno fino al secondo trimestre 2022

martedì, 19 ottobre 2021 12:57:11 (GMT+3)   |   Istanbul
       

La seconda sessione della conferenza SteelOrbis & IREPAS di ieri, 18 ottobre, ha visto la partecipazione di F. D. Baysal, presidente sia di Seba International sia del comitato trader di IREPAS. Baysal ha affermato che è sicuramente in corso una ripresa e che la produzione di acciaio ha subito un rallentamento recentemente soltanto per adeguarsi alla domanda, non perché le acciaierie non fossero in grado di mantenere i precedenti ritmi.

Commentando l'andamento delle importazioni dell'Ue, il presidente del comitato dei trader ha affermato che la domanda è forte da tempo e resterà tale, seppur con delle limitazioni: per esempio, in particolare per il tondo per cemento armato, gli standard qualitativi e le quote rappresentano degli ostacoli. «Per il tondo – ha ricordato – la quota turca disponibile dal 1° ottobre è stata consumata in un solo giorno, con molti importatori che continuano a trattenere volumi significativi con l'obiettivo di sdoganarli il 1° gennaio. Allo stesso tempo, è difficile che l'Ue importi volumi significativi da altri paesi in via di sviluppo, poiché i tempi per le procedure di omologazione possono richiedere fino a quindici mesi».

Per quanto riguarda il tema dell'energia, Baysal ha affermato che i rialzi dei costi verificatisi a livello mondiale potrebbero essere permanenti ma che l'aumento osservato di recente è sicuramente temporaneo. Nel 2008 e nel 2014, ha continuato, i prezzi dell'energia erano persino più alti di oggi, ma negli anni successivi sono diminuiti e sono persino crollati durante la pandemia, causando il rinvio di operazioni di trivellazione, interruzioni della produzione e chiusure di centrali a carbone. «In futuro, tutto ciò che serve è che Russia, Arabia Saudita e Stati Uniti aumentino la produzione e i prezzi torneranno di nuovo ai livelli normali. Ovviamente, le nazioni che importano energia saranno le più colpite», ha detto. Riguardo alle tariffe di nolo, ha affermato che i livelli attuali non sono la "nuova normalità", ma anche che non diminuiranno in pochi mesi. 

Si è poi parlato dei negoziati commerciali tra l'Ue e gli Stati Uniti. Baysal ha affermato di ritenere che nulla sia cambiato nella politica commerciale degli Stati Uniti con il cambio di amministrazione, ma che, anzi, le cose forse stiano addirittura peggiorando. Durante una discussione sul possibile ritorno della Cina sui mercati di esportazione, il presidente del comitato dei trader di IREPAS ha condiviso con i partecipanti la notizia secondo cui il governo cinese starebbe valutando una tassa sulle esportazioni di acciaio a partire dal 1° gennaio del prossimo anno.

Infine, Baysal ha commentato gli attuali livelli di prezzo dell'acciaio. «Non diminuiranno presto, cioè non lo faranno prima del secondo trimestre del 2022 – ha detto –. Il prezzo del rottame è leggermente diminuito il mese scorso, ma i prezzi di spedizione hanno continuato a raddoppiare o addirittura triplicare, mantenendo i prezzi dell'acciaio sugli stessi livelli. Gli elevati costi energetici continueranno a incidere negativamente sui prezzi siderurgici. Se la Cina continuerà a ridurre la produzione e a tenersi lontana dai mercati di esportazione, i prezzi dell'acciaio potrebbero restare elevati ancora per molto tempo. Tuttavia, nel lungo termine, penso che né i prezzi di spedizione né i prezzi delle materie prime rimarranno così alti», ha concluso Baysal.


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