Secondo l’ultimo rapporto mensile pubblicato da IREPAS, l’associazione globale degli esportatori e produttori di lunghi, il 2025 è iniziato con poche notizie positive; la diffusa debolezza della domanda, le misure protezionistiche e l’eccesso di capacità, infatti, hanno messo sempre più sotto pressione il mercato globale dei prodotti lunghi in acciaio.
Le esportazioni di acciaio dalla Cina hanno raggiunto cifre record nel 2024, e il paese sta ancora lottando con l’incertezza economica. Pertanto, è improbabile che quest’anno la domanda interna di acciaio nel paese registri aumenti significativi.
Inoltre, l’economia globale sembra destinata ad affrontare altre sfide in questo 2025: il presidente entrante Trump, infatti, minaccia di imporre un dazio del 25% sulle importazioni dal Canada e dal Messico verso gli Stati Uniti, il che potrebbe mettere a repentaglio settori come l’edilizia, già in difficoltà a causa della crescente inflazione e della bassa domanda. La deportazione di massa dei lavoratori irregolari voluta dall’amministrazione Trump, poi, potrebbe potenzialmente causare una carenza di manodopera a livello locale.
Dall’altra parte dell’oceano, invece, la situazione non è cambiata molto rispetto alla fine del 2024. L’Europa sta ancora attraversando una fase di crescita negativa, ed è prevista una revisione delle misure protezionistiche da parte dell’UE il 1° aprile prossimo. Nel frattempo, anche la Turchia e l’India hanno introdotto misure di difesa commerciale.
In conclusione, IREPAS ritiene che i mercati mondiali dell’acciaio lungo stiano entrando in un periodo di grande imprevedibilità, caratterizzato da una forte concorrenza, una domanda scarsa e una prospettiva instabile e insoddisfacente, anche se alcune questioni potrebbero diventare più chiare dopo l’insediamento di Trump il 20 gennaio e dopo le vacanze del Capodanno cinese.