Il mercato mondiale dei prodotti lunghi in acciaio continua a essere sotto pressione a causa della debole domanda, dell’aumento delle capacità produttive e del basso tasso di utilizzo degli impianti. Secondo IREPAS, l’associazione internazionale degli esportatori e produttori di lunghi, la domanda resta stagnante, l’offerta continua a crescere e le opportunità commerciali si riducono in un contesto di forte competizione. La Cina continua a esportare in modo aggressivo, nonostante il crescente protezionismo nei principali mercati.
I prezzi appaiono stabili, ma manca fiducia. I produttori faticano a mantenere la redditività, mentre gli acquirenti restano prudenti e rinviano gli acquisti. Il mercato continua a operare, ma con una liquidità e una dinamicità in calo.
Il livello di incertezza rimane elevato e il 2026 si preannuncia un anno impegnativo per gli esportatori. Le esportazioni mensili cinesi, pari a circa 10 milioni di tonnellate, unite al calo della domanda d’importazione in USA e UE dovuto a nuovi dazi e misure di salvaguardia, potrebbero comprimere ulteriormente il commercio globale.
Nell’Unione europea, le importazioni di prodotti lunghi si sono quasi fermate a causa delle incertezze legate al CBAM, delle quote ridotte e dei dazi più elevati. Secondo IREPAS, nel primo trimestre del 2026 sono attesi aumenti dei prezzi interni, anche in presenza di alternative di importazione molto limitate.
Negli Stati Uniti, la domanda resta piatta, mentre le nuove capacità produttive esercitano una pressione al ribasso sui prezzi. La chiusura parziale del governo e il limitato effetto dei recenti tagli ai tassi d’interesse hanno ulteriormente indebolito il sentiment, rallentando gli investimenti infrastrutturali.
Nel complesso, il mercato si avvia al periodo festivo con poche note positive. Il protezionismo è diventato la nuova normalità, offrendo una certa prevedibilità ma riducendo le opportunità di scambio. Tra i pochi segnali incoraggianti figurano la mancata escalation nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e la possibilità di ulteriori tagli dei tassi d’interesse. Tuttavia, secondo IREPAS, il mercato rimane instabile, con prospettive lente e insoddisfacenti.