Intervista a Marco Multari, amministratore delegato di SSAB Swedish Steel Italia

giovedì, 26 marzo 2009 14:33:43 (GMT+3)   |  
       

Attualmente si parla quasi esclusivamente di crisi. È possibile individuare uno o più responsabili per la situazione che si è venuta a creare?

Credo che una certa responsabilità ce l'abbiano le stesse acciaierie, in modo particolare chi opera nel settore delle commodities, forse di più rispetto a chi è attivo nel settore delle specialties.
Le prime, infatti, guidate dall'esigenza di mantenere un certo flusso di liquidità, hanno perso di vista il giusto equilibrio finanziario di un'attività industriale, cercando poi di correre ai ripari per salvare il salvabile quando era troppo tardi. Questo ha fatto sì che i prezzi, invece di fermarsi, hanno continuato la loro discesa, processo tuttora in corso e del quale non sappiamo prevedere la fine.

Da chi può essere risolta questa crisi e in che modo?

Questa crisi può essere risolta solo dagli operatori siderurgici, che devono mettersi in testa che oggi si stanno scontando delle riduzioni nel prezzo di vendita che andranno ben oltre quelle che saranno le riduzioni dei costi relativamente alle materie prime. Di conseguenza dobbiamo renderci conto che il sistema non può andare avanti in questo modo, altrimenti si creerà un mercato sempre più difficile da gestire.
Ci sono due modi in cui questo processo può verificarsi. La prima prevede che i protagonisti del mercato siderurgico si confrontino, cooperando e collaborando per risolvere i problemi attuali. La seconda prevede, invece, che le aziende lascino andare avanti il processo naturale del mercato, per il quale le aziende forti e stabili sopravviveranno, mentre quelle in difficoltà andranno incontro a tempi ancora più duri.

Quali differenze ha potuto rilevare tra il mercato delle commodities e quello delle specialties?

Le specialties hanno subito la stessa sorte delle commodities; quindi nonostante la percentuale di riduzione di prezzo che abbiamo registrato, noi che operiamo nelle specialties siamo riusciti a rimanere ad un livello accettabile. Va detto che il mercato dei prodotti ad alto valore aggiunto come il nostro non è ampio, i player non sono tanti, ma è un mercato comunque in crisi in quanto i settori di applicazione finale dei nostri prodotti sono settori merceologici che stanno attraversando un momento difficile.

I centri servizi svolgono di solito la funzione di "polmone" tra il produttore e l'utilizzatore finale. Come tale, avete subito anche voi l'impatto della crisi o siete riusciti almeno a evitarne alcune conseguenze negative?

L'impatto negativo del mercato l'abbiamo senz'altro registrato anche noi. Scendendo nel dettaglio, mi piace ricordare ai nostri clienti e collaboratori come SSAB quest'anno non abbia ancora fatto registrare un'ora di cassa integrazione. Questo non vuol dire aver lavorato sempre a pieno regime, ma ritengo sia un dato importante, che vada sottolineato di questi tempi.  Certo i problemi permangono. Diffido, per esempio, da chi prevede di chiudere in pareggio il bilancio di quest'anno. Personalmente credo sia difficile per tutti raggiungere un simile risultato, in quanto penso che nessuna manovra finanziaria possa contribuire a questo obiettivo.
Però già il fatto di essere riusciti a mantenere i livelli occupazionali (almeno per il momento) è un buon traguardo, pur avendo, per forza di cose, dovuto ridurre l'attività produttiva di circa il 30% rispetto all'anno scorso.
Sono dati che non permettono di restare totalmente sereni dal punto di vista finanziario, ma una realtà solida come la nostra può contare su un buon livello di scorte il cui ruolo diventa, di questi tempi, fondamentale: dovrebbero presto riprendere un ritmo di diminuzione, andando a favorire così i livelli del consumo apparente. Stiamo comunque parlando di un processo che non si verificherà prima dell'ultimo trimestre del 2009.

Si sente di fare previsioni?

Previsioni non mi sento di farne. Possiamo dividere il mercato in due comparti principali: quello dell'automotive e quello dell'heavy transport (utilizzo degli acciai altoresistenziali laminati piani per il settore del trasporto e del sollevamento), e notare due realtà industriali diverse. La crisi dell'automotive si è registrata prima di tutte e adesso si sta pian piano ripartendo con incentivi e programmi industriali nuovi. C'è insomma una ripresa, che di conseguenza ha riguardato anche i nostri subcomparti che tornano a chiederci materiale. Chiaro che i volumi non siano quelli dell'anno scorso, ma si può dire che c'è un'inversione di tendenza.
Il settore dell'heavy transport ha conosciuto dopo le difficoltà che sappiamo e attualmente è in una fase di letargo, dove tutto sembra pronto per la ripartenza, ma qualcosa fa ancora da freno. È chiaro che se, come sembra, infrastrutture e lavori pubblici riceveranno nuova linfa, anche questo comparto riceverà una spinta importante.
Certo, ancora una volta si tratta di un processo piuttosto lungo. In poche parole credo che nel 2009 non vedremo la ripresa nel vero senso della parola, cioè un flusso di ordini regolare che consenta di programmare con certezza gli acquisti in acciaieria. Vedremo sicuramente dei segnali incoraggianti per il futuro, come rimbalzi su volumi e prezzi, ma non una ripresa vera e propria. Di conseguenza nel breve periodo non possiamo essere ottimisti, ma sul medio-lungo termine potremmo anche cavalcare quell'entusiasmo che sembra esserci qua in fiera e lasciarci andare ad un cauto ottimismo.


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