Secondo i dati di BigMint, nonostante il netto calo delle importazioni di acciaio nel periodo gennaio-ottobre 2025, l’India è rimasta un importatore netto di acciaio.
Nel periodo considerato, le importazioni di prodotti siderurgici si sono attestate intorno a 8 milioni di tonnellate, in diminuzione del 15% su base annua. Dopo aver raggiunto nel 2024 il massimo degli ultimi nove anni con oltre 11 milioni di tonnellate, nel 2025 le importazioni si sono attenuate a seguito dell’introduzione del dazio di salvaguardia volto a proteggere l’industria domestica.
Dettaglio delle importazioni per categoria e origine geografica
Le importazioni di acciaio dai principali paesi asiatici, Cina, Corea del Sud e Giappone, hanno registrato un forte calo nei primi dieci mesi del 2025. Le importazioni dalla Corea sono diminuite del 4%, quelle dal Giappone del 24%, mentre gli arrivi dalla Cina sono scesi di oltre il 50% su base annua. Al contrario, le importazioni dal Vietnam e da altri paesi hanno evidenziato un incremento.
Il calo più marcato riguarda i prodotti piani, le cui importazioni sono diminuite del 27% su base annua, attestandosi a 5,45 milioni di tonnellate. Le importazioni di acciaio inox sono scese del 10% a circa 1,3 milioni di tonnellate, mentre le importazioni di semilavorati sono cresciute in modo significativo, trainate dagli acquisti di bramme e semilavorati da parte di un importante produttore integrato indiano attraverso le proprie controllate estere.
Perché le importazioni di acciaio sono diminuite?
Dazio di salvaguardia: import meno competitivi
Con l’applicazione del dazio di salvaguardia del 12%, i costi all’arrivo dei prodotti piani importati risultano superiori ai prezzi domestici. Nel primo semestre dell’anno fiscale 2026, ad esempio, i coils a caldo (HRC) domestici erano più economici di circa 7.500 INR/t rispetto alle importazioni cinesi (costi all’arrivo). A inizio ottobre il divario è salito a 8.000 INR/t per via del più rapido calo dei prezzi interni. Un differenziale simile è stato registrato anche per il materiale proveniente dal Giappone.
Dazi antidumping
L’India ha introdotto misure antidumping sugli HRC provenienti dal Vietnam e sull'acciaio elettrico dalla Cina. A inizio ottobre è stata inoltre avviata un’indagine antidumping sugli acciai inox laminati a freddo originari di Cina, Indonesia e Vietnam. Le misure protezionistiche hanno reso gli acquirenti più cauti verso le importazioni, considerati i costi aggiuntivi.
Regole di qualità
Il governo ha reso obbligatoria la conformità alle norme BIS per le materie prime utilizzate nella produzione di acciaio importato e ha ritardato il rinnovo delle licenze BIS per diversi produttori cinesi. Parallelamente, il NITI Aayog ha proposto l’eliminazione delle QCO (quality control orders) per oltre 100 prodotti siderurgici ingegneristici, gradi elettrici e componentistica automobilistica.
Nel frattempo, le esportazioni indiane di acciaio sono rimaste stabili su base annua nel periodo gennaio-ottobre 2025, intorno a 6,9 milioni di tonnellate. Dopo un inizio d’anno molto debole a causa dell’aumento dei dazi negli Stati Uniti e delle contromisure, l’export ha recuperato slancio a metà 2025, sostenuto dagli acquirenti europei impegnati ad accumulare scorte prima dell’entrata in vigore delle normative sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).
Dettaglio delle esportazioni per categoria e destinazione geografica
L’Unione europea, principale mercato di esportazione dell’India, ha registrato un calo del 14% delle importazioni di acciaio indiano, per un totale di circa 2,8 milioni di tonnellate. Gli Emirati Arabi hanno invece aumentato significativamente gli acquisti, mentre le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno mostrato un forte incremento nei mesi precedenti l’applicazione dei nuovi dazi.
Per prodotto, gli HRC sono rimasti la categoria più esportata, con circa 4,8 milioni di tonnellate. Seguono i semilavorati, a circa 900.000 tonnellate, mentre l’export di acciaio inox è rimasto stabile su base annua a circa 600.000 tonnellate.
Fattori che influenzano le esportazioni di acciaio
Debole domanda globale: il rallentamento dell’attività manifatturiera, i costi del capitale elevati, il rallentamento economico in diversi mercati, le tensioni commerciali e le crisi geopolitiche hanno pesato sulla domanda mondiale di acciaio.
Calano le spedizioni verso l’UE: le offerte indiane di HRC per il mercato europeo sono rimaste poco competitive, con gli operatori cauti in vista dell’implementazione del CBAM. Il previsto miglioramento post-estivo non si è concretizzato.
Domanda sostenuta in Medio Oriente: le esportazioni indiane di HRC verso il Medio Oriente sono rimaste stabili grazie alla domanda regionale solida, anche se gli acquirenti stanno iniziando a ridurre gli acquisti in vista della chiusura degli esercizi fiscali.
Outlook
Secondo il NITI Aayog, l’eliminazione dello Steel Import Monitoring Cell del Ministero dell’Acciaio e la rimozione delle QCO per oltre 100 prodotti siderurgici potrebbe favorire le importazioni necessarie per l’industria manifatturiera indiana, senza determinare un aumento complessivo dei volumi importati. Nel breve termine, il differenziale tra il costo all’arrivo degli HRC importati e i prezzi domestici, in presenza del dazio di salvaguardia, manterrà le importazioni non competitive.
Guardando al 2026, le prospettive per l’export appaiono più deboli a causa delle misure di salvaguardia dell’UE, delle carbon tax e del crescente protezionismo globale. La crescita delle esportazioni dipenderà dalla capacità dei produttori indiani di diversificare prodotti e mercati.
Fonte: BigMint