L’introduzione del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) da parte dell’Unione Europea comporterà un aumento dei costi per i produttori siderurgici indiani pari a 551 milioni di euro entro il 2034, con un conseguente impatto negativo sulla loro competitività a livello globale. È quanto emerge da un rapporto pubblicato il 15 luglio dalla società di consulenza aziendale Grant Thornton Bharat.
Il CBAM è entrato nella fase di rendicontazione nel terzo trimestre del 2024 e comporterà obblighi finanziari a partire da gennaio 2026. Il meccanismo agisce di fatto come un dazio sulle importazioni di prodotti realizzati in Paesi con normative climatiche meno stringenti rispetto a quelle in vigore nell’Unione Europea.
Secondo quanto riportato nel documento, i prodotti piani in ferro e acciaio, che rappresentano quasi l’80% delle esportazioni siderurgiche indiane verso l’Unione, saranno tra i più colpiti dalla nuova misura.
Il rapporto evidenzia un divario significativo tra i livelli di emissioni dell’industria siderurgica in India e quelli europei, indicando un potenziale aggravio economico per gli esportatori indiani, a meno che non si allineino agli standard ambientali europei.
«Il CBAM rappresenta una sfida significativa per gli esportatori di componenti per il settore automobilistico, in particolare per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) che ancora dipendono da fonti energetiche di origine fossile. Per rimanere competitive, le aziende indiane dovranno accelerare la transizione verso energie più pulite e adottare pratiche produttive sostenibili», si legge nel rapporto di Grant Thornton Bharat.