Immatricolazioni auto: Italia chiude il 2020 a -27,9%

giovedì, 07 gennaio 2021 12:58:38 (GMT+3)   |   Brescia
       

Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che in Italia nel mese di dicembre sono state immatricolate 119.454 autovetture, dato in calo del 15% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando erano state immatricolate 140.448 autovetture.

Il bilancio del 2020 è fortemente negativo con 1.381.496 immatricolazioni complessive, il 27,9% in meno rispetto al 2019.

Le speranze del settore sono ora riposte sulle misure a favore del rinnovo del parco circolante introdotte con la Legge di Bilancio 2021. Dopo aver archiviato «l'anno più difficile dal Dopoguerra» il presidente di ANFIA, Paolo Scudieri, guarda al 2021 «con fiducia, grazie alle misure entrate in vigore con l'inizio del nuovo anno. Per la prima volta dall'inizio della pandemia e dopo ripetute richieste – ha spiegato –, la manovra ha finalmente incluso anche un intervento a supporto della ripresa del mercato dei veicoli commerciali leggeri, introducendo contributi all'acquisto di nuovi mezzi differenziati in base alla massa totale a terra, all'alimentazione e all'eventuale rottamazione del vecchio veicolo. Si tratta di un segnale importante per un comparto che rappresenta una parte considerevole della nostra filiera produttiva e che nel 2020 ha confermato la sua strategicità per una logistica delle merci efficiente fino all'ultimo miglio, anche nelle condizioni eccezionali che abbiamo vissuto e che hanno dato un'ulteriore spinta al commercio elettronico».

Secondo Michele Crisci, presidente dell'UNRAE, «il parlamento recepisce, in larga parte, quanto da noi auspicato e riconosce l'importanza degli incentivi pubblici per lacquisto di autovetture nuove in sostituzione di mezzi fortemente inquinanti. Si tratta di un investimento i cui benefici vanno a vantaggio dell'occupazione, dell'ambiente e di uno dei settori industriali che più contribuisce al PIL del Paese». Crisci ha aggiunto che «il Piano nazionale di ripresa e resilienza non potrà prescindere dall'auto e dalle innovazioni alle quali da tempo lavorano i costruttori, senza dimenticare le necessarie infrastrutture pubbliche idonee ad agevolare la diffusione di nuove tipologie di vetture. Inoltre –  ha concluso – al fine di non perdere competitività con le concorrenti imprese europee, che godono di particolari agevolazioni fiscali, auspichiamo che in Italia possa finalmente essere rivisto il sistema di detraibilità e deducibilità per i veicoli aziendali».

Daniel Bettelli


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