Secondo quanto riportato dai media locali, il Brasile ha formalmente richiesto una consultazione con l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) dopo l’imposizione di dazi massivi sulle esportazioni da parte degli Stati Uniti. Le misure, che includono tariffe fino al 50%, coinvolgono più della metà delle spedizioni brasiliane verso gli Stati Uniti. In mancanza del raggiungimento di un accordo nelle prossime trattative, la controversia potrebbe aggravarsi con potenziali ripercussioni su miliardi di dollari di scambi commerciali bilaterali.
Secondo la CNI (Confederação Nacional da Indústria), ossia la confederazione nazionale del settore industriale del Brasile, i nuovi dazi coinvolgono il 50,7% delle esportazioni totali dal Paese verso gli USA, e riguardano settori critici come il tessile, i macchinari, i prodotti chimici e i metalli. Ciò rende la relazione commerciale tra Brasile e Stati Uniti uno dei fronti più sensibili.
«Violazione plateale delle regole dell’OMC»
Il 6 agosto 2025 il Ministro brasiliano degli affari esteri ha definito i dazi statunitensi una «violazione plateale» delle regole dell’OMC – specialmente quelle che riguardano la clausola MFN (most favored nation, nazione più favorita) e i limiti tariffari. Il Ministro ha espresso la speranza che le future consultazioni portino a una «soluzione reciprocamente appagante», ma si è anche detto pronto a portare avanti la controversia nel rispetto del quadro normativo dell’OMC.
Secondo le regole dell’Organizzazione, gli Stati Uniti sono obbligati a rispondere entro 10 giorni e iniziare le consultazioni entro 30. Se in questa fase non si dovesse arrivare a una soluzione, il Brasile potrebbe procedere alla richiesta di un collegio arbitrale formale, aprendo potenzialmente la strada a ritorsioni commerciali o risarcimenti.
La CNI ha effettuato un’analisi completa dei prodotti coinvolti, fornendo il seguente dettaglio:
| Settore | % dell’export Brasile-Stati Uniti coinvolta |
| Abbigliamento e accessori | 14,6 |
| Macchine e impianti | 11,2 |
| Tessile | 10,4 |
| Prodotti alimentari | 9,0 |
| Prodotti chimici | 8,7 |
| Pelletteria e calzature | 5,7 |
| Metalli (acciaio, alluminio, rame) | 9,3 |
Questi settori rappresentano complessivamente il 50,7% delle esportazioni brasiliane verso gli Stati Uniti, il che comporta una notevole interruzione dei flussi commerciali.
«L’entità del problema che dobbiamo affrontare è notevole», ha affermato il presidente della CNI Ricardo Alban. «Gli Stati Uniti sono il maggior partner commerciale del settore industriale; dobbiamo trovare una soluzione, e questo compito dovrà coinvolgere sia il governo che i privati».