Il gruppo britannico Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC) ha analizzato lo Steel and Metals Action Plan e il Transition Pathway elaborati dalla Commissione Europea per il settore metallurgico, concludendo che, sebbene entrambe le iniziative contengano elementi utili, mancano della chiarezza necessaria sul lungo termine per orientare gli investimenti verso la transizione europea all’acciaio verde.
Steel and Metals Action Plan
Pubblicato a marzo 2025, il piano rappresenta il quadro politico ufficiale della Commissione per le misure di breve e medio termine. Si concentra su sei pilastri: energia pulita a prezzi accessibili, prevenzione del carbon leakage (rilocalizzazione delle emissioni di carbonio), protezione della capacità industriale, promozione della circolarità, difesa dell’occupazione qualificata e riduzione dei rischi sugli investimenti.
Il punto di forza del piano risiede in azioni immediate ben definite, come i criteri di appalto per l’acciaio verde e il sostegno ai Contracts for Difference (CfD), in linea con le aspettative degli investitori. Tuttavia, il documento non fornisce una traiettoria di lungo periodo per la riduzione delle emissioni, né una strategia di finanziamento trasparente in grado di orientare gli investimenti istituzionali oltre l’orizzonte di breve termine.
Transition Pathway
Il Transition Pathway, anche noto come percorso di transizione sviluppato con il contributo dell’industria, offre un’analisi molto più ampia. Copre 15 tematiche e oltre 60 azioni, che spaziano dalla competitività alle materie prime, dalle infrastrutture alle competenze della forza lavoro. Il rapporto viene apprezzato per la capacità di evidenziare le interdipendenze, in particolare in materia di costi energetici e commercio.
Ciononostante, non essendo ufficialmente approvato dai policymaker europei, il documento perde credibilità agli occhi degli investitori. Inoltre, non definisce una traiettoria tecnologica concreta per l’acciaio, né fissa traguardi specifici di riduzione delle emissioni o fabbisogni di investimento quantificati oltre il 2030, rendendolo poco utile come segnale di investimento di lungo periodo.
Preoccupazioni degli investitori
L’IIGCC ha riconosciuto che entrambi i documenti sono in linea con le principali priorità politiche del gruppo: accesso a energia pulita e competitiva, stimolo della domanda di acciaio verde, rafforzamento della circolarità e sostegno a una transizione equa per la forza lavoro.
Tuttavia, secondo l’associazione, diverse lacune minano la fiducia degli investitori. I documenti non affrontano le emissioni di metano a monte derivanti dall’estrazione del carbone, non fissano scadenze chiare per la piena decarbonizzazione, né introducono un sistema di monitoraggio sistematico dei flussi di investimento. Soprattutto, non definiscono l’entità degli investimenti di lungo periodo necessari per la transizione dell’acciaio europeo.
Conclusioni e raccomandazioni dell’IIGCC
L’IIGCC conclude che sia lo Steel and Metals Action Plan sia il Transition Pathway rappresentano passi iniziali importanti, ma non sufficienti per fungere da tabelle di marcia settoriali di decarbonizzazione.
Secondo l’associazione, le future politiche UE dovrebbero:
• fornire segnali di lungo termine su riduzioni delle emissioni e target settoriali;
• chiarire le strategie di finanziamento per attrarre capitali istituzionali;
• allinearsi più strettamente agli obiettivi UE di neutralità climatica al 2050;
• pubblicare un piano strategico completo per la decarbonizzazione dell’acciaio, con il pieno sostegno della Commissione.
Un documento di questo tipo migliorerebbe significativamente la fiducia degli investitori e sbloccherebbe i capitali necessari alla transizione verde dell’acciaio europeo.