La società mineraria australiana Rio Tinto ha accumulato circa due milioni di tonnellate di minerale di ferro ad alto tenore presso il proprio progetto Simandou in Guinea, in vista della prima spedizione prevista per la metà di novembre, secondo quanto riportato da Reuters.
Infrastrutture e implicazioni per l’offerta
Il progetto Simandou dispone di riserve stimate in circa quattro miliardi di tonnellate di minerale con un contenuto medio di ferro del 65% e dovrebbe raggiungere una capacità produttiva annuale di 120 milioni di tonnellate a pieno regime, con un potenziale incremento dell’offerta marittima globale dell’8-9%.
Impatto sul mercato e sulla regione
L’avvio della produzione a Simandou dovrebbe esercitare pressioni al ribasso sui prezzi globali del minerale di ferro, incidendo in particolare sui produttori con costi più elevati. Il progetto, inoltre, è destinato a contribuire in modo significativo alla crescita del PIL della Guinea entro il 2030.
Tempistiche e prossime fasi
Le esportazioni dovrebbero iniziare con il primo carico previsto per novembre, mentre le opere infrastrutturali portuali e ferroviarie sono in fase di completamento. La proprietà del progetto Simandou è condivisa tra Rio Tinto, la compagnia cinese statale Chalco e un consorzio sino-singaporiano.